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Muore l’ex atalantino Anquiletti, la famiglia rischia di perdere la casa: ci pensa Donadoni

Grazie al gesto dell'allenatore di Cisano Bergamasco, la famiglia dell'ex terzino, morto a 71 anni ha estinto i debiti

Una famiglia sul lastrico, strozzata dai debiti; una casa all’asta e un creditore da rifondare, all’incirca 50mila euro. Willian Anquiletti, figlio di Mario Angelo, terzino sinistro del Milan negli anni sessanta ed ex atalantino – detto “Anguilla” in assonanza col cognome e per la sua capacità di attaccarsi all’avversario – racconta al Corriere della Sera la triste vicenda della famiglia a un mese di distanza dalla scomparsa del padre, stroncato da un male incurabile lo scorso 9 gennaio all’età di 71 anni.

Una storia travagliata, quella di Mario Angelo: “si fidava di tutti” – racconta il figlio Willian – anche di chi, tra una fregatura e l’altra, gli ha sottratto i risparmi di tutta una carriera. Nell’ordine: una clinica odontotecnica a Monza, il commercio di metalli e, infine, le mediazioni immobiliari.

“Il funerale lo ha pagato un gruppo di solidarietà veneto”, spiega Willian, che dei debiti sapeva poco. Una volta presa coscienza della situazione in famiglia si è provato di tutto, sperando persino in un aiuto di Silvio Berlusconi.

Nulla da fare. Fino a quando, un giorno, è arrivato Roberto Donadoni, generoso in campo come nella vita. A mettere in contatto l’attuale tecnico del Bologna, nato a Cisano Bergamasco, con la famiglia Anguiletti sono il procuratore Carlo Oggero e l’amico Sergio Meroni, che con Mario Angelo organizzava partite di beneficenza.

Tempo due mesi: debito e ipoteca vengono estinti e la famiglia Anguiletti torna a respirare. “Ora la casa verrà messa in vendita e con il ricavato potremo restituire il denaro a Roberto Donadoni. Poi, ci si arrangerà con qualche cimelio di famiglia”.  Magari le magliette che il padre indossò durante la sua esperienza in rossonero. Quella che lo portò a vincere uno scudetto, una Coppa Campioni, due Coppe delle Coppe, e un’Intercontinentale.

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