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La Dea come un malato che si riprende: il punto con l’Empoli è da salvare

Difficile fare peggio di Verona, così con i toscani è arrivato un pareggio che fa ben sperare in vista dell'ostica trasferta di Genova con la Samp

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L’Atalanta? Un malato che ricomincia a camminare, ma è ancora convalescente e appena mette il naso fuori dalla finestra rischia di prendersi un raffreddore. Intendiamoci, niente di grave: di raffreddore appunto si parla, visto che il margine sulla zona salvezza è ancora ampio (nove punti su Carpi e Frosinone terzultimi) e consente di dormire sonni tranquilli.

Prendiamo, come si usa dire, il bicchiere mezzo pieno: la squadra dà segni di ripresa e questo è confortante, certo manca ancora una volta il sale del calcio, cioè il gol e quindi la vittoria. E nel fortino del Comunale, da quel 3-0 del 6 dicembre sul Palermo che resta l’ultima vittoria in campionato, i nerazzurri in casa hanno segnato appena tre gol in cinque partite, anzi due perché uno è un autogol: Gomez col Napoli, autogol di Murillo con l’Inter e Denis col Sassuolo.

Al di là dei numeri, che saranno pure freddi ma sono veri, se non altro si fa un passo avanti rispetto al disastro di Verona. Difficile fare peggio, d’accordo, però il posticipo con l’Empoli dà segnali e indicazioni che possono far ben sperare. Reja vorrebbe tornare a vincere anche domenica a Genova contro la Sampdoria e sarà una bella battaglia.

Intanto, si diceva dei segnali positivi: la crescita di Conti, un Masiello che non sbaglia quasi nulla, il solito de Roon a tutto campo, un Diamanti che si sta ritrovando.

Ecco, si potrebbe partire proprio dal fantasista toscano per rivedere un’Atalanta bella e anche concreta. E vincente. Alino ha dato il la più di una volta alle incursioni nerazzurre nel primo tempo, quando l’Atalanta ha dato l’impressione di poter ridare una svolta al proprio campionato, ritrovando uno o due gol. Purtroppo la mira non è stata all’altezza e lì si paga il momento “down” di qualche giocatore.

Il primo è Gomez, che si è preso la squadra sulle spalle per tante partite e da ormai un paio di mesi sta girando senza… il turbo. Chiaro che se ti manca la sua incisività, imprevedibilità e brillantezza perdi tanto. Anche in zona-gol: la prima occasione contro l’Empoli è per il piede del Papu che la manda in curva.

Poi lo imita Pinilla e qui il discorso non è simile, ma siamo comunque in attesa che Pini-gol ritorni quello di prima, appena rientrato dopo l’infortunio. Tanto per non annoiare troppo con date e numeri, ma è realtà che il cileno non fa gol dal 18 ottobre, 3-0 a Bergamo con il Carpi. E’ anche vero che ha giocato solo 11 partite su 24, mentre Gomez è il più presente di tutti (23 su 24), per cui si può anche capire che il Papu debba ricaricare il motore.

Nello stesso tempo siamo in attesa di vedere anche il vero Borriello, che due spizzichi di partite non possono ancora decifrare. Ma il gol è nelle sue corde e dovrebbe presto ritrovarlo. C’è stato il debutto di Freuler, diligente e attento quanto basta per meritare una riconferma, mentre s’è visto troppo poco Gakpè per avere un’idea più precisa sulle sue possibilità.

Inutile fare tabelle (era la specialità del compianto Franco Previtali) guardando al calendario, anche perché nel prossimo mese non ci sono impegni leggerissimi: dalla prossima trasferta sul campo di una Sampdoria con l’acqua alla gola, alla Fiorentina che sogna la Champions; dal Carpi, però in trasferta, alla Juve che sta passando come un rullo sopra tutti.

Però, come si augura Reja, la vittoria potrebbe già tornare a Marassi, dove in altri tempi non lontanissimi l’Atalanta ha festeggiato grandi prestazioni e imprese da ricordare. Non è impossibile, tutt’altro. Per la Sampdoria sarà una specie di ultima spiaggia, per Borriello e Pinilla sarà come un derby. Da riconquistare come ai bei tempi.

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