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La crisi e i giovani avvocati: serve un compenso minimo per praticanti

Dopo l'allarme sui giovani avvocati come "nuovi poveri", Marta Savona, presidente di Aiga (Associazione giovani avvocati) di Bergamo, entra nel merito di quella che è una questione delicata che riguarda il presente e il futuro di tanti giovani professionisti.

Dopo l’allarme lanciato dal presidente dell’Ordine degli avvocati Ermanno Baldassarre  (leggi) e la declinazione nella concreta realtà orobica di Daniela Marchiori, portavoce dei giovani nell’Associazione provinciale forense  (leggi) anche Marta Savona, presidente di Aiga (Associazione  giovani avvocati) di Bergamo, entra nel merito di quella che è una  questione delicata che riguarda il presente e il futuro di tanti giovani professionisti i quali rischiano di essere i nuovi poveri della società.

“La norma che tutela i collaboratori ed in particolare i praticanti esiste già – spiega l’avocato Marta Savona -:  il codice deontologico prevede che il praticante, dopo sei mesi dall’inizio della pratica, abbia diritto ad un compenso adeguato. Purtroppo, tale previsione deontologica anche a Bergamo rimane perlopiù disapplicata e ciò sia negli studi piccoli o medio-piccoli, ovvero la maggioranza, sia nei grossi studi più strutturati. Risulta perciò imprescindibile che il Consiglio dell’Ordine faccia valere nei confronti dei propri iscritti l’applicazione della norma, avviando anche eventualmente procedimenti disciplinari per gli inadempienti”.

La presidente dell’Aiga non ritiene però sufficiente la previsione del codice deontologico,  appoggia invece una proposta di legge, già depositata alla Camera a firma dell’onorevole Mazziotti, e sostenuta a livello nazionale anche dai giovani commercialisti di Ugdcec e dai giovani notai di Asign: la proposta prevede la determinazione di un compenso minimo per i praticanti stabilito per legge nel suo ammontare, nonché un contratto scritto con la previsione di un preavviso per il recesso. Il prossimo 18 marzo Aiga Bergamo avrà ospite proprio l’onorevole Mazziotti che presenterà tale proposta di legge.

L’avvocato Savona prosegue però allargando il tema: “Ciò che non va dimenticato è che, se i giovani professionisti che lavorano al servizio di altri necessitano di chiarezza nelle tutele, ancora maggiore energia va spesa per tutelare gli interessi dei giovani professionisti che lavorano in proprio, che costituiscono il vero futuro della professione”.

Sul tappeto una serie di proposte per eliminare o ridurre tali ostacoli: garantire libertà di pubblicità per i giovani professionisti anche tramite gli strumenti web e social network; eliminare previsioni legislative premianti per l’accesso agli organi di autogoverno dell’avvocatura per chi ha una maggiore anzianità di iscrizione all’albo;  allargare la possibilità per i professionisti di accedere ai finanziamenti europei.

“I giovani professionisti di Bergamo – conclude – ci chiedono interventi anche molto più concreti: ad esempio, intervenire per razionalizzare orari e giorni d’accesso alle cancellerie, anche stabilendo orari dedicati per le tante agenzie che lavorano su commissione degli studi più grandi e strutturati, in modo da evitare di dover trascorrere in Tribunale lunghe mattinate a discapito del lavoro di studio; aggiornare i criteri per l’accesso alle liste di gratuito patrocinio, in modo da favorire l’ingresso ai professionisti più giovani; rendere più chiari e trasparenti i criteri di nomina dei professionisti inclusi negli elenchi dei curatori fallimentari, dei curatori speciali, degli amministratori di sostegno; costituire una rete gratuita di mutuo sostegno tra colleghi per le sostituzioni d’udienze, utile per chi lavora da solo e deve far fronte a più udienze nella stessa giornata, magari in Fori diversi, ma anche alle colleghe neo-mamme”.

Una proficua collaborazione tra le associazioni forensi e con il Consiglio dell’Ordine potrà certamente portare a realizzare risultati positivi e concretamente vantaggiosi: ne è convinta l’avvocato Savona.

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    2348 avvocati per una provincia di 1,1 milioni di abitanti mi pare un caso simile a quello dei forestali calabresi. Insomma siete troppi e sopratutto poco professionalizzati. Comprendo che mettere tutti nello stesso sacco non é propriamente corretto ma una professione non si improvvisa.Oggi se io avessi bisogno di un avvocato pratico di questione bancarie non saprei dove sbattere… anche se poi tutti ci si arrabattano alla meglio. E’ così in altri mille problematiche.Quindi cari professionisti non meravigliatevi se almeno 1/2 di voi dovrà cambiare lavoro: che é poi quel che succede ad altri migliaia di occupati dappertutto.