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Curno, l’opposizione: “Referendum per la moschea, parola ai cittadini”

Qualora la Corte Costituzionale dovesse accogliere il ricorso contro la Legge Regionale sull'edilizia di culto, la lista "Curno Oltre" chiederà all'amministrazione un referendum che permetta alla cittadinanza di esprimersi circa la realizzazione della nuova moschea.

Fa discutere a Curno l’utilizzo della palestra della scuola media Giovanni Pascoli come luogo di preghiera destinato ai fedeli musulmani.

“Il suo utilizzo è del tutto illegittimo, poiché in contrasto con le normative urbanistiche comunali e regionali – sostiene Paolo Cavagna, consigliere di minoranza della lista civica Curno Oltre –. La palestra è un luogo esclusivamente adibito ad attività didattico-sportive e, come se non bastasse, è sprovvisto degli idonei sistemi antincendio e del necessario certificato di prevenzione incendi che dev’essere rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del fuoco”.

“La domanda che ci poniamo è: che cosa accadrebbe se all’interno della palestra dovessero occorrere infortuni a cose o persone? Chi si farebbe carico dei risarcimenti?”

Nel frattempo, pare ci sia anche qualcosa di più che un’intesa verbale tra il sindaco Perlita Serra (Pd) e l’Unione delle Comunità Islamiche di Curno per la realizzazione della nuova moschea. “Attualmente la possibilità di realizzarne una nuova è subordinata ad una serie di atti amministrativi, tra cui il parere obbligatorio di una Consulta della Regione di Lombardia – prosegue Cavagna -. In caso di accoglimento del ricorso da parte della Corte Costituzionale, il permesso per realizzare la nuova moschea sarebbe comunque subordinato ad una serie di atti che dovranno coinvolgere anche il Consiglio Comunale”.

Qualora si verificasse tale evenienza, l’opposizione, oltre a Curno Oltre anche Forza Italia col coordinatore Giovanni Locatelli,  promette di chiedere “all’amministrazione di indire un referendum, con una raccolta firme prevista per la giornata di domenica 14 febbraio dalle 9.30 alle 12.30 in piazza Papa Giovanni XXIII a Curno, al fine di permettere alla cittadinanza di esprimersi circa l’opportunità della realizzazione di una nuova moschea. Precisiamo, comunque, che nessuno mette in discussione il diritto costituzionale della libertà di culto, ma che questo si debba realizzare all’interno di regole precise, che oggi, in Italia, non ci sono”.

“L’iniziativa referendaria – conclude Cavagna – vuole anche sensibilizzare l’attuale Amministrazione Comunale ad incrementare il controllo da parte degli agenti della Polizia Locale ed estendere i sistemi di videosorveglianza alle zone più “sensibili” del territorio”.

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