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La grinta di Pinilla per scacciare i fantasmi: Dea, con l’Empoli si deve vincere

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E adesso comincia davvero a farsi dura.

Dopo la debacle di mercoledi sera a Verona, l’Atalanta scende nuovamente in campo nel posticipo delle 18 contro il ben organizzato Empoli di Giampaolo.

Purtroppo sono stato facile profeta nel pronosticare che gli uomini di Reja avrebbero fatto risuscitare il già defunto Verona e così, ahimè, è stato. La Dea è stata infatti la prima squadra a uscire battuta in questo campionato contro l’Hellas Verona.

Posso affermare senza paura di essere smentito, che la squadra nerazzurra ha giocato la sua più brutta gara di questa stagione, e questa sconfitta, se da un lato segna la fine di un periodo di imbattibilità che durava da tre gare, dall’altro conferma che la Dea non è più capace di vincere visto che i tre punti mancano ormai da ben nove gare.

Ciò che crea sconcerto e preoccupazione nei tifosi nerazzurri è l’incredibile involuzione che ha avuto la squadra da due mesi a questa parte. Da compagine che faceva divertire e vinceva, a squadra impaurita e senza idee. Insomma, da cigno a brutto anatroccolo in uno spazio di tempo limitato.

In particolare alcuni uomini sembrano diventati improvvisamente incapaci di incidere, uno su tutti il Papu. Nessuno mi toglie dalla testa che la regressione del piccolo argentino è dovuta in buona parte alla partenza dell’altro nanerottolo (Maxi), che pur non essendo un uomo da tridente puro era incredibilmente bravo a giocare tra le linee e a creare spazi per i compagni. A favore di Gomez, solo la giustificazione di dover essere sempre impiegato, senza poter rifiatare mai.

Ma ovviamente non metto solo lui sul “banco degli imputati” del vistoso calo nerazzurro, molti altri hanno le loro colpe, e non da poco.

E allora è arrivato il momento di “tirare fuori gli attributi”, di tornare alla vittoria ma soprattutto di cercare di rimettere insieme il giocattolo che indubbiamente, complice anche e soprattutto il mercato di riparazione (ma dovevamo davvero riparare?), si è rotto.

Anche perché, se è vero che il terzultimo posto (occupato dal Carpi) è lontano 8 punti, le quartultime (le due genovesi) sono distanti solo 3 punti.

A Bergamo arriva un Empoli ottavo in classifica che, pur se leggermente in calo nelle ultime due settimane, è una squadra molto quadrata e capace di giocare un bel calcio. Nell’ultima giornata gli uomini di Giampaolo, pur vedendosela brutta nella gara interna contro l’Udinese, sono riusciti a pareggiare nei minuti finali e a portare così a 33 i punti in cascina.

All’andata al Castellani la Dea fece bottino pieno grazie al gol siglato di testa da Toloi nel primo tempo. Le due squadre si sono sfidate sei volte in serie A all’Atleti Azzurri d’Italia, con bilancio favorevole ai nerazzurri che mai hanno perso tra le mura amiche (devo toccare ferro un’altra volta?). Tre le vittorie dell’Atalanta, tre i pareggi: l’ultimo (aprile 2015) è più ricordato per la rissa negli spogliatoi tra Denis e Tonelli che non per quel che avvenne in campo; finì 2-2 con le reti di Gómez e proprio di Denis per i nerazzurri, e di Saponara e Maccarone per gli ospiti.

E sono proprio questi due giocatori quelli forse dotati di maggior classe ed esperienza tra i toscani, anche se la squadra di Giampaolo è composta anche da molti interessanti giovani (Pucciarelli, Zielinski, Paredes).

In casa atalantina, ancora da monitorare il possibile recupero di Cigarini. Ai box, oltre ai noti Carmona e Paletta, vi sarà anche Dramè fermato per un turno dal Giudice Sportivo. Sulla corsia mancina quindi occasione per Brivio, mentre in attacco si dovrebbe rivedere Pinilla, favorito su Borriello. Mister Reja sembra intenzionato a puntare sul 4-3-3 con Masiello e Cherubin centrali, Conti e Brivio sulle due fasce, a centrocampo l’unico certo è De Roon, mentre gli altri due posti (dando per probabile l’assenza del Ciga) se li giocano Kurtic, Migliaccio e Freuler, in avanti il tridente con Diamanti, Gomez e Pinigol (o Borriello).

Tra i toscani possibile esordio con la maglia da titolare per Ariaudo al centro della difesa, scivolerebbe così in panchina Camporese. Riecco Buchel che dovrebbe spuntarla su Croce. In attacco Maccarone con Pucciarelli, dalla panchina partirà invece Mchedzlidze. Assenti Costa per un problema muscolare e l’ex Livaja per una contrattura. Ecco il probabile undici iniziale: Skorupski, Laurini, Tonelli, Ariaudo, Mario Rui, Zielinski, Paredes, Buchel, Saponara, Pucciarelli, Maccarone.

Tra gli ex ricordiamo in maglia azzurra Marco Livaja, genio e sregolatezza, che ha giocato a Bergamo la stagione 2013 2014 con 31 presenze e 4 gol. Tra i nerazzurri Marco Borriello ha disputato con la maglia dell’Empoli uno scorcio della stagione 2003-’04 (prima di passare al Milan) con 12 presenze e 1 rete, Alessandro Diamanti faceva parte della rosa azzurra nella stagione 2000-’01 durante la quale non ha però collezionato nessuna presenza. L’ex più importante è però l’attuale secondo portiere nerazzurro Davide Bassi che in terra toscana ha disputato ben 7 campionati difendendo per 185 volte la porta empolese.

Infine un’ulteriore ostacolo da superare, visto che arbitro della gara sarà il romagnolo Fabbri, alla sua decima apparizione in serie A e che quest’anno ha arbitrato due volte i toscani, usciti in entrambi i casi vittoriosi.

Per finire voglio dirvela tutta: adesso basta con la cabala, le statistiche e i precedenti. Conta solo una cosa: vincere e basta.

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