BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Quattrocento studenti in piazza per il professore licenziato per la pipì fotogallery

Circa 400 studenti sono scesi in piazza Dante a Bergamo nella mattina di sabato 6 febbraio per sostenere il professor Stefano Rho, licenziato per non avere segnalato all'atto del passaggio in ruolo di essere stato condannato a pagare 200 euro per avere fatto pipì in un cespuglio di Averara,

Circa 400 studenti sono scesi in piazza Dante a Bergamo nella mattina di sabato 6 febbraio per sostenere il professor Stefano Rho, licenziato per non avere segnalato all’atto del passaggio in ruolo di essere stato condannato a pagare 200 euro per avere fatto pipì in un cespuglio di Averara, in Val Brembana, nell’estate del 2005.

rho

La manifestazione è stata organizzata dagli studenti del liceo linguistico “Falcone”, scuola dove Rho insegnava Filosofia.

Il corteo è stato sospeso per paura di infiltrazioni, e così gli studenti in fila indiana sui marciapiedi da Loreto fino a Piazza Dante, dove davanti alla Procura della Repubblica hanno manifestato con una serie di slogan, cartelloni e striscioni.

Non solo studenti, in piazza sono scesi anche i genitori e i colleghi di Rho. Un collega di Rho a preso alla fine la parola. Guarda il video.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da scapigliato

    Spero che questo valido professore venga reintegrato. Ma senza togliere nulla al merito della protesta, si poteva protestare davanti al provveditorato o alla corte dei conti, visto che il licenziamento è disposto dalle autorità scolastiche, a seguito di una raccomandazione della corte dei conti (che le ha invitate a maggior rigore nell’applicazione delle regole). Sarebbe stato un gesto non meno simbolico e forse potenzialmente più efficace, visto che nel palazzaccio di piazza dante non c’è neanche l’ufficio del giudice di pace dell’ormai “storica” condanna.