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Casello BreBeMi di Treviglio, sequestrate 150 munizioni da guerra

Nel corso dei posti di controllo all'ingresso della cittadina della Bassa, è stata segnalata telefonicamente una macchina sospetta

Anche negli ultimi giorni, al fine di combattere il fenomeno dei furti in appartamento e delle rapine nei negozi, il Commissariato di Treviglio, oltre ai servizi continuativi giornalieri delle Volanti di turno, ha effettuato ulteriori controlli straordinari del territorio mirati a soggetti e veicoli in transito nel centro cittadino ed in particolare nelle aree residenziali maggiormente colpite dai furti, con l’ausilio di pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine della Lombardia di Milano.

Nel corso dei posti di controllo all’ingresso della cittadina della Bassa, è stata segnalata telefonicamente una macchina “sospetta” nei pressi del casello di Treviglio dell’autostrata A35 BRE.BE.MI., che aveva lanciato fuori dal finestrino una busta di nylon verso un cespuglio.

Sul posto è stata inviata subito una Volante del Commissariato diretto da Angelo Lino Murtas che, proprio nel cespuglio, ha rinvenuto la busta e al suo interno numerose munizioni da guerra.

La busta è stata subito affidata alla Polizia Scientifica che ha proceduto a rilevare le impronte presenti sul nylon della confezione e sulle cartucce, oltre ad analizzare le munizioni che sono risultate essere 150 in perfetta efficienza, parte per arma lunga calibro 7,62 (lo stesso calibro in uso al Kalashnikov e ad altri fucili mitragliatori d’assalto ), e altre per arma corta calibro 9 parabellum, anche questo usato per pistole da guerra.

La stranezza sta nel fatto che tali munizioni non sono marchiate sul fondello, come tutte quelle in dotazione alle Forze Armate, o prodotte in Italia, e quindi al momento non si conosce la nazione di fabbricazione.

Le indagini sono in corso al fine dell’identificazione dei responsabili e la provenienza delle munizioni, anche attraverso le impronte rilevate e i filmati delle telecamere del casello autostradale.

Le stesse munizioni sono state poi inviate al Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica della Lombardia ubicato a Milano per una verifica in ambito nazionale, finalizzata a stabilire se munizioni identiche sono state recuperate o utilizzate in altri luoghi per eventi criminosi, anche perché tra quelle recuperate vicino al casello c’è anche un bossolo già esploso.

Commenti

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  1. Scritto da Tasslehoff Burrfoot

    Scusate ma in base a quale parametro definite le munizioni come destinate ad “arma da guerra”?
    A meno che si tratti di munizioni traccianti, incendiarie, esplosive o perforanti quelle munizioni cal. 7.62 sono assolutamente acquistabili da chiunque.
    Idem per le 9mm, se si tratta di 9×19(Luger) non si tratta di munizioni per armi da guerra ma semplicemente di munizioni riservate alle forze di polizia, mentre invece per l’uso civile esistono le 9×21, stesso identico calibro e potenza (se non superiore).

    Il fatto che si tratti di munizioni per kalashnikov (o per qualsiasi altro fucile cal 7.62) non significa nulla.
    Se il fucile non è automatico allora chiunque se ne può comprare uno in assoluta legalità.

    Già di suo è un argomento delicato, su cui l’informazione è poca e i miti e leggende molti, voi che siete un organo di stampa dovreste per lo meno documentarvi.