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Torna Darya, l’artista che aveva raccontato con le foglie le sue emozioni per Bergamo

Meno di due mesi fa "Leaving Impressions", la delicata sorpresa che univa foglie, un foglio e tante emozioni. Ora la storia si tinge di un altro capitolo.

Meno di due mesi fa “Leaving Impressions”, la delicata sorpresa che univa foglie, un foglio e tante emozioni (leggi).

Ora la storia si tinge di un altro capitolo.

Un capitolo che va a descrivere cosa è successo dopo l’incontro tra una sensibile ragazza ucraina e la città di Bergamo. Dopo il dono che questa ragazza anonimamente aveva lasciato appeso a un albero a significare il suo rapporto con la città: un rapporto breve, intenso e che ha impresso nel cuore della giovane il sapore del territorio.

“Sono stata a Bergamo per 5 mesi e la vostra città mi ha toccato profondamente. Quindi ho deciso di scrivere questa lettera per raccontare la mia storia con Bergamo, che porterò per sempre con me. Quando sono arrivata a Bergamo in Settembre, era tutto nuovo per me. Cosa vuol dire conoscere la città? Qual è il modo migliore per conoscerla? Attraverso il tocco, la gente, osservando la luce sulle mure a mezzogiorno?

Ho cominciato quindi a collezionare foglie da un albero giovane, un po’ più alto di me, che si trovava vicino al mio appartamento in via Bono – tra altri alberi molto simili. Questo albero è diventato il mio primo amico a Bergamo – lo salutavo ogni mattina. L’autunno è arrivato e vedevo come l’albero cambiava. Entrambi cambiavamo, foglia dopo foglia. Ho raccolto ogni bacio avvizzito che questo mio amico ha inviato alla terra – ogni foglia storta, strappata, colorata – l’ho presa e l’ho stampata su carta con polvere di carbone.

Foglia dopo foglia, ogni giorno per ore. In totale ho fatto 1065 impronte. Queste impressioni erano il mio diario, i miei ricordi, la mia documentazione del mio tempo a Bergamo. Quando è arrivato l’inverno, non c’erano più le foglie sull’albero, quindi era ora per me di restituire i doni che mi ha regalato questo mio amico giovane.

Ho avuto 1065 impronte, e ho pensato di regalarle a voi, raccontandovi le mie impressioni. Quindi ho fatto un sacchetto trasparente, ho messo le impressioni dentro, ho scritto un biglietto invitando tutti a prendere una foglia, e alla fine ho lasciato questo sacchetto sull’albero in via Bono.

Quando ho appeso il sacchetto all’albero onestamente ho avuto paura che qualcuno lo distruggesse.

Non mi aspettavo un grande interesse, anche perché via Bono è una strada semplice, dove non ci sono tanti caffè o negozi e non c’è tanta gente che passa. Ricordo ancora quando ho visto la prima donna che si è fermata davanti a quel sacchetto ed ha preso una foglia, ero contentissima. Ma Bergamo ha saputo rispondere al mio progetto con una reciprocità che non avevo mai visto prima.

Un giorno ho cominciato a trovare piccoli biglietti e lettere, che la gente mi scriveva per ringraziarmi del mio progetto.  Ad un tratto avevo un dialogo con la città, un gioco, un amicizia.

Perciò cari bergamaschi, grazie che per il vostro coraggio di essere spontanei, generosi, curiosi, per il vostro raro talento di vedere la bellezza nelle cose semplici.  Questo dialogo con voi ha cambiato la mia percezione della città, adesso in ogni passante vedo una poesia nascosta.

Grazie per la vostra gentilezza.

Darya

p.s. le foglie rimaste potete trovarle alla mostra del Prof. Falci all’Accademia delle Belle Arti, dal 16 al 18 Febbraio”

 

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