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Da Asti a Bergamo per truffare anziani: in manette 3 italiani sinti

La squadra mobile di Bergamo, in collaborazione con i colleghi di Asti, ha dato esecuzione a 3 ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di 3 soggetti italiani di origine sinti autori di truffe e rapine ai danni di anziani: due i colpi finora accertati a Bergamo.

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Da Asti a Bergamo per truffare e rapinare vittime anziane: un colpo sfumato, un altro riuscito ma che gli è stato fatale. Per questo motivo 3 italiani di origine sinti, sono stati arrestati nella giornata di mercoledì 3 febbraio dalla squadra mobile di Bergamo in collaborazione con i colleghi di Asti: le accuse sono di truffa aggravata, rapina, esurpazione di funzioni ed evasione e le ordinanze di custodia cautelare li hanno raggiunti mentre due di loro si trovavano già in carcere, uno all’uscita dall’udienza per una precedente evasione dai domiciliari.

Il primo colpo bergamasco risale al 19 novembre 2014 quando due di loro, che quel giorno avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari, agiscono in via Palazzolo: scelgono accuratamente la vittima, un’anziana, e con la scusa del tecnico comunale riescono a farsi aprire la porta di casa dalla collaboratrice domestica. È la stessa collaboratrice ad accorgersi che qualcosa non quadra ma, determinata a chiamare le forze dell’ordine, viene bloccata e minacciata da uno dei due malviventi che si fa indicare la cassaforte.

Con il complice che lo attendeva in macchina, poi, aveva cercato di caricare la refurtiva su una 500L, quella che gli stessi malviventi chiamavano “l’auto da lavoro”: un’operazione difficoltosa per la quale i due chiedono persino aiuto a un commerciante della zona che, ovviamente, si rifiuta.

I due decidono di desistere, abbandonando la cassaforte in mezzo alla strada, ma tengono Bergamo nel mirino: il 14 gennaio 2016 tornano e colpiscono in via 4 novembre, dove truffano una 86enne.

È qui però che la polizia li intercetta: i due, dopo la rapina fallita nel novembre 2014, erano stati messi sotto sorveglianza e, traditi da una chiamata dell’amante di un terzo uomo sul telefono riservato ai colpi, al casello autostradale di Asti vengono arrestati in flagranza di reato, con la refurtiva rinvenuta in un vano nascosto della loro auto, una Lancia Delta.

Mercoledì per loro una nuova ordinanza di custodia cautelare: per due di loro, padre e figlio, la nuova notifica è arrivata in carcere, per il terzo al termine di un’altra udienza quando ad attenderlo c’erano gli agenti della squadra mobile di Asti.

La squadra mobile di Bergamo ha diffuso le loro foto segnaletiche: se qualcuno dovesse riconoscerli per aver subito truffe o rapine è pregato di denunciarlo in questura.

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