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A Verona un’Atalanta da sprofondo rosso

Da Verona a Verona, dal ko col Chievo a quello col Verona sono meno di due mesi (13 dicembre 2015-3 febbraio 2016) e otto partite di campionato. Un disastro.

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Sprofondo rosso.
Chiamatela pure fatal Verona: l’Atalanta quando arriva al “Bentegodi” fa la Befana. La tripletta di Cantarutti? Sembra preistoria, trent’anni fa esatti (23 marzo 1986, 3-0 contro i campioni d’Italia).

Nella notte degli errori e degli orrori l’Atalanta riesce a ridare ossigeno e far diventar grande anche l’ultima della classe. Che non aveva mai vinto quest’anno, né con il suo ex Mandorlini né con l’attuale ex tecnico nerazzurro Del Neri, più l’altro ex Pazzini che firma l’ottavo gol personale (da ex appunto) contro i nerazzurri. Core ingrato…

Da Verona a Verona, dal ko col Chievo a quello col Verona sono meno di due mesi (13 dicembre 2015-3 febbraio 2016) e otto partite di campionato. Un disastro, come se i nostri eroi si siano presi una lunga vacanza. Infatti buon (si fa per dire) ultima, nella classifica di queste 8 giornate, è proprio l’Atalanta, che da quel 13 dicembre è precipitata in letargo. Un filino meglio ha fatto il Frosinone, male anche il Torino.

Vediamo questa classifica delle ultime 8 giornate: Juventus 24 punti, Napoli 22, Milan 15; Bologna, Lazio, Roma e Fiorentina 13; Empoli 12; Inter 11; Palermo 10; Carpi e Chievo 9; Verona, Sampdoria, Genoa e Udinese 8; Torino 6; Frosinone 5; Atalanta 3. Una miseria, un calcio al tesoretto accumulato nei primi tre mesi.
E naturalmente, per non farci mancare nulla, il bis di Verona ci porta anche il decimo espulso stagionale. Rosso stop, ovvio. Perché solo una volta i nerazzurri (in nove!) hanno vinto, contro la Roma all’Olimpico. Un’altra volta hanno pareggiato (sul campo del Sassuolo) e le altre sei hanno perso, con uno o due uomini in meno, espulsi. E con Dramé siamo al decimo stagionale.

Ma che cosa sta succedendo all’Atalanta? Possibile che il bel giocattolo si sia rotto? E la squadra champagne  che respirava aria d’Europa sia non proprio precipitata, ma ferma ai box in maniera preoccupante?

Se uno non avesse visto la partita di Verona penserebbe: hanno stravolto la squadra, ecco i risultati. In realtà, a parte Diamanti e Borriello, gli altri interpreti erano presenti e perdenti anche contro il Chievo. C’erano allora, in più, Grassi, Moralez, Denis (il primo ceduto alla capolista, gli altri due tornati in Argentina).  E Paletta. Anche se allora la sconfitta era sembrata un incidente di percorso, mentre oggi… fa molto male. Certo se il Verona pensa o spera ancora di salvarsi, anche l’Atalanta deve stare molto attenta e non prendere la classifica, a questo punto non più sul lato sinistro, tanto sottogamba.

Il tris di impegni settimanali (l’Atalanta ha avuto anche un giorno in più per recuperare energie… rispetto al Verona) rimanda i processi, le analisi vere a fra qualche giorno. L’Empoli è vicino ed è una squadra che non consente tante distrazioni, bisogna pensare alla partita e prepararla bene, a Bergamo dove il fortino di casa ha comunque fruttato cinque vittorie.

Quello che però appare chiaro in questo momento, al di là delle tattiche e degli episodi più o meno favorevoli, è che questa Atalanta non ha più fame come prima. Quella fame che ha spinto il Verona a cercare e trovare il gol a pochi minuti dalla fine: chiamatele, se volete, motivazioni ma l’impressione è ci siano troppi cali di tensione, di concentrazione, troppi errori dei difensori che spalancano l’autostrada a chi fa gol e degli attaccanti che invece lo sbagliano. Una cattiva abitudine è che la squadra gioca benino per un tempo e per l’altro sparisce. Che gioca bene e piace se arriva a Bergamo il Napoli (tutti contenti e perdenti, ma andava bene così) o l’Inter, ma non combatte nella stessa misura e voglia contro le parigrado o chi è messo peggio.

I singoli? A Verona bello vedere la crescita e il primo gol di Conti, poi anche lui non è riuscito a fermare lo slalom alla Tomba (assurdo tra i difensori) di Siligardi nell’azione del primo gol. Diamanti e Borriello? Poco, a parte l’azione del gol. Nel finale è rientrato Pinilla, che si è distinto prendendo anche lui il suo giallo.

Meglio ricominciare a fare squadra, con umiltà, mettendoci la testa dal primo all’ultimo minuto. Le gambe ci sono, basta che non girino a vuoto: però basta figuracce. Ci sono ancora quindici partite e tutto il tempo per tornare a giocare e vincere.

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Commenti

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  1. Scritto da Zanzara

    Delusione. Una squadra che non riesce a tenere il pallone a metà campo e una difesa che ogni vota presenta buchi o amnesie collegiali. Oltretutto fallosa da sempre, spesso termina la partita in dieci. Ancora una volta Pinilla non ha fatto mancare il suo contributo. Appena entrato un’ammonizione ! Se Reja (e fanno mettere la testa a posto alla “banda di disperati”)finiamo male!