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Grido d’allarme anche a Bergamo: gli avvocati, nuovi poveri

Il presidente degli avvocati bergamaschi e dell'Unione Lombarda Ordini Forensi Ermanno Baldassarre suona anche a Bergamo il campanello d'allarme per la categoria che rappresenta: “C'è chi è in difficoltà a pagare la quota annuale di iscrizione”.

La crisi picchia sui liberi professionisti che oggi cominciano a essere in difficoltà. Tra loro in particolare gli avvocati: lo scorso anno sono stati ben ottomila quelli che hanno deciso di abbandonare la professione per l’impossibilità di pagare i contributi minimi richiesti dalla Cassa Forense. Cifre non insormontabili, mediamente nell’ordine dei 70 euro al mese, ma che per molti sono diventate problematiche a tal punto da rinunciare all’esercizio.  Un grido di dolore è stato lanciato a livello nazionale e Bergamo non sembra un’isola felice, come spiega Ermanno Baldassarre, presidente dell’Ordine degli avvocati di Bergamo e presidente dell’Unione Lombarda Ordini Forensi.

Per l’Avvocatura è un momento molto difficile. Non a caso qualcuno ha definito gli avvocati ‘nuovi poveri’. Pur senza drammatizzare è però vero che la categoria sta sentendo gravemente il peso della crisi.

C’è chi è in difficoltà a pagare la quota annuale di iscrizione che a Bergamo ammonta a 270 euro per gli avvocati cassazionisti, 212 per gli avvocati con più di 35 anni e/o 3 anni di iscrizione, 162 per gli avvocati con meno di 35 anni e/o 3 anni di iscrizione, 90 per i praticanti con patrocinio e 45 per i praticanti senza patrocinio.

Ermanno Baldassarre

Secondo i dati di Cassaforense oltre 80.000 (ottantamila!) su 240.000 hanno un reddito bassissimo. ‘Da fame’ l’ha definito il suo Presidente Nunzio Luciano. I più colpiti sono senz’altro giovani e donne, che percepiscono, spesso, redditi dimezzati rispetto ai colleghi maschi. Da una parte vi è difficoltà a reperire la clientela e dall’altra di essere pagati per l’attività svolta. Per i praticanti vi è poi il rischio di non vedersi riconosciuto alcun compenso, come invece prevede la legge professionale quanto al rimborso spese, ed il Codice deontologico forense.

Specializzazione e associazione possono essere dei rimedi per poter esercitare più proficuamente la professione, consentendo la prima di contare su una clientela più mirata e la seconda per abbattere le spese di gestione.

Certo è che l’Avvocatura dovrà prodigarsi per consentire un più veloce e adeguato pagamento dei compensi derivanti dal patrocinio a spese dello Stato e dalle difese d’ufficio.

Non è da dimenticare, infine, lo sforzo di Cassaforense per agevolare l’avvocatura giovane, anche con prestiti d’onore”.

Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    Non lo sapevate prima di laurearvi di essere in troppi?
    Ora cambiate mestiere, se siete in tempo.

  2. Scritto da Patrizio

    Chissà se la giustizia migliorerà?

  3. Scritto da il polemico

    tempo fa fu riportata la notizia che l’avvocato del comune di bergamo,che aveva una percentuale di cause vinte attorno al 50%,percepiva dal comune di bergamo circa 250mila euro annui,e lui si giustificò che era il compenso medio di un normale avvocato…ora si dice che molti avvocati faticano a potersi pagare 70 euro mensili di iscrizione……o è superbravo l’avvocato del comune,o qualcosa non torna….