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Giovani e alcolismo, per i “genitori che vogliono sapere” l’appuntamento è in discoteca

Sabato 6 febbraio l'Associazione genitori Atena per la prevenzione all'alcolismo giovanile, ma in generale a tutte le dipendenze, organizza una serata al Bolgia di Osio Sopra: “Per i genitori che vogliono sapere”.

Sabato 6 febbraio l’Associazione genitori Atena per la prevenzione all’alcolismo giovanile, ma in generale a tutte le dipendenze, organizza una serata al Bolgia, nota discoteca di Osio Sopra, ma frequentata anche da milanesi e bresciani amanti della musica techno, “Per i genitori che vogliono sapere” nella speranza di sensibilizzare questa società che ogni anno vede crescere il numero di giovani tossicodipendenti ed alcolizzati.

Infatti dagli ultimi dati aggiornati al 2015 raccolti da Espad, un istituto europeo che studia l’utilizzo di alcol e droga da parte degli studenti, tra i ragazzi delle scuole superiori bergamasche, il 91% di quelli tra i 15 e i 19 anni ha consumato bevande alcoliche almeno una volta, l’84% nell’ultimo anno, il 73% nell’ultimo mese e il 6,5% ogni giorno.

I ragazzi che bevono scelgono soprattutto birra (37,9%), vino (35,8%), «alcolpop», ovvero alcolici al sapore di frutta (33,9%), cocktail (33%) e superalcolici (26,4%).
La serata inizierà alle 21 e i genitori saranno invitati a visitare la discoteca e a parlare del problema delle dipendenze giovanili, non sarà quindi una serata danzante, ma una serata per capire, come dimostra anche la locandina disegnata da Bruno Bozzetto, che vuole invitare i genitori a scoprire cosa c’è nel buio di queste discoteche.

“La serata nasce dal progetto Safe Driver – racconta Ambra Finazzi bergamaschi, Presidente dell’Atena – in cui la Polizia con la collaborazione dell’Asl e dell’Atena controllano i ragazzi che guidano all’entrata e all’uscita delle discoteche e dei pub per vedere se il loro tasso alcolico sia accettabile o meno per mettersi alla giuda”.

Il progetto aveva visto 450 ragazzi arruolati, dei quali solo 252 si erano davvero rivelati a tasso zero a fine serata e avevano potuto tornare a casa con i propri amici senza alcun rischio.
Inoltre, durante l’incontro, il Bolgia firmerà un protocollo di 8 punti in cui si impegnerà a tutelare i ragazzi, che a causa delle droghe subiscono danni non solo fisici, ma pure psicologici, soprattutto di socializzazione, non indifferenti e a promuovere uno stile di vita sano.

Alle 23.30 arriveranno poi i ragazzi e i genitori si sposteranno nel privè soprastante, così da lasciare lo spazio ai giovani di divertirsi e agli adulti di osservare una realtà che non conoscono così bene come pensano.
“Questa serata ha due fini – spiega Ambra Finazzi – la prima è quella di mostrare ai genitori l’ambiente in cui i propri si divertono perchè tanti di loro portano i propri figli in discoteca e li vengono a prendere, ma non sono mai entrati, mentre la seconda è quella di creare un dialogo. Facendo vivere ai genitori una serata nelle discoteche si spera di poter creare le circostanze di aprire un dialogo tra genitori e figli”.

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