BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mino Favini, 80 anni sui campi di calcio: “Bergamo e l’Atalanta mi mancano molto”

Il 2 febbraio del 1936 nasceva il Mago di Meda, una vita spesa a crescere talenti per i colori nerazzurri: "I 25 anni passati a Zingonia sono impossibili da dimenticare, li ricordo con malinconia e un pizzico di rimpianto"

Spegnere ottanta candeline ancora in prima fila, sul posto di lavoro, non è da tutti. Farlo da esempio, da faro per un’intera società, è una cosa per pochissimi. Di certo Mino Favini rappresenta per filo e per segno l’amore per il calcio, quello vero, sano, di una volta. Quello da difendere e tutelare.

E lui è uno dei pochi privilegiati capaci di essere ancora lì, sui campi di calcio anche nel giorno del suo ottantesimo compleanno.

Mister, quando la cerchiamo sappiamo sempre dove trovarla: un campo di calcio, dei ragazzi che rincorrono una palla e lei c’è.

“Eh già, del resto il calcio è la mia vita e anche ora che ho ottant’anni sono qua, a lavorare. A Como, però, ho chiesto un incarico più tranquillo, più defilato: guardo le partite, seguo i ragazzi, do qualche consiglio”.

Mino Favini

Come procede la sua prima stagione lontano da Zingonia?

“Non mi posso lamentare: a Como di lavoro da fare ce n’è tanto, questa società è molto indietro rispetto all’Atalanta, ma c’è tanta gente volenterosa che sta percorrendo la strada giusta”.

Il ritorno a Como se lo aspettava così, com’è stato?

“Direi di sì, qua sono stato accolto a braccia aperte e ho ritrovato tanti amici che avevo lasciato anni fa. Qualcuno, che ai tempi era un giovanissimo calciatore, ora fa il dirigente o l’allenatore. Ho trovato un’altra famiglia, insomma”.

Però i 25 anni di Zingonia non si dimenticano…

“E come si potrebbero dimenticare? E’ impossibile. Bergamo e l’Atalanta mi mancano davvero molto, lì ci ho speso gli anni migliori della mia carriera, della mia vita. E’ stato tutto stupendo. Oggi, nel giorno del mio compleanno, ho ricevuto le chiamate di Antonio e Luca Percassi: li ho sentiti volentieri, mi ha fatto piacere”.

Mino Favini

E’ passato qualche mese, ormai, dal suo addio ai nerazzurri: com’è, oggi, ripensare a quei saluti finali?

“Gli addii non sono mai belli, si sa, ma dell’Atalanta mi porterò sempre e solo ricordi piacevoli, unici. Quando penso a quella società provo tanta malinconia e un pizzico di rimpianto”.

Com’è l’Atalanta vista da fuori?

“Una gran bella realtà. Il campionato è partito col piede giusto, Reja è un grandissimo tecnico e la squadra è attrezzata per disputare un’ottima stagione. Seguo sempre le partite dell’Atalanta con l’ansia di ogni tifoso: gioisco quando vince, soffro quando le cose vanno meno bene, come nelle ultime settimane”.

E cosa ci dice di Grassi?

“Dico che sono molto contento per lui, è un bravo ragazzo che si è sempre impegnato molto per raggiungere i suoi obiettivi. Non sono ancora riuscito a parlargli, ma vorrei tanto farlo”.

Cosa gli direbbe?

“Gli direi che nulla è mai semplice e scontato, la vita non regala niente, mai. Se si sente arrivato sta sbagliando tutto: al contrario, è adesso che deve iniziare a dare il 110%, è adesso che deve sacrificarsi ancora di più. E’ tutto nelle sue mani”.

Atalanta, stagione 2015-'16

Secondo lei, Grassi a vent’anni è pronto per una big come il Napoli?

“A vent’anni difficilmente si è pronti per un salto così. Bisogna andarci piano, molto cauti. Grassi, comunque, ha tutte le carte in regola per sfondare: il Napoli ha fatto un grande colpo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.