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La Foppa è tornata a correre: ora l’obiettivo quinto posto è un dovere

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Scandicci si conferma la medicina giusta per curare i mali della Foppa. Così come all’andata, dopo i ko con Conegliano e Casalmaggiore, le rossoblù risorgono contro la banda delle ex (Stufi, Merlo, Loda, Alberti, Scacchetti, Fiorin, praticamente una squadra) imponendosi in quattro set dopo un’ora e 49 minuti di gioco.

LODA NON BASTA – Tornano così a sorridere i duemila del PalaNorda, tutto esaurito e bollente nel sostenere le rossoblù ma obiettivo e competente anche nell’applaudire le coriacee avversarie, mai dome, soprattutto la ex Loda, capace da sola di tenere in partita Scandicci con 9 punti nel terzo set. Una prestazione perfetta, quasi a voler farsi rimpiangere, che avrebbe meritato il premio come MVP. Proprio dalla schiacciatrice di Tagliuno sono arrivati i maggiori pericoli del match, vista la prevedibilità del gioco di Rondon, la serata negativa della temibile opposta Nikolova, la voragine al centro lasciata dalla partenza di Toksoy e i due set e mezzo in naftalina della tulipana Pietersen.

COLLETTIVO OK – A proposito di olandesi, tornando in casa Foppa, Lavarini ha dovuto di nuovo rinunciare a Plak (problemi alla spalla) dando fiducia a Sylla, autrice di una buona prova in attacco e ben protetta dalle compagne in ricezione. Ma più di tutte, a far la differenza, ci ha pensato Gennari, incisiva anche in attacco (39%) oltre al solito prezioso lavoro in seconda linea. Impeccabili come spesso accade le colonne portanti Lo Bianco e Cardullo, potente e precisa Barun, a dar man forte nei momenti decisivi ci hanno pensato poi le centrali, soprattutto Aelbrecht, autrice di 13 punti con 4 muri e un brillante 53% in attacco. In generale è stata nel complesso convincente la prestazione di tutta la squadra, solida in ricezione e organizzata in difesa, sempre avanti nel punteggio ad eccezione del finale di terzo set, dove un lieve calo di concentrazione causava il prolungamento al quarto (da 20-16 a 24-26). Ma si trattava più che altro errori e regali delle rossoblù che infatti erano poi brave a resettarsi, non disunirsi e a chiudere a proprio favore la contesa, con un quarto set condotto con autorità nonostante il tentativo di rimonta delle ospiti (da 20-14 a 20-18). Più cattiveria, più fame di punti e più qualità complessiva in campo quindi. E proprio i tre punti servivano come l’ossigeno per rilanciarsi in classifica, scavalcare le avversarie al sesto posto e mettersi davanti alla tv con maggiore serenità nell’imminente match infrasettimanale che prevede per la Foppa il turno di riposo.

FUTURO ANCORA INCERTO – Certo i saliscendi vissuti finora ci inducono a guardare al futuro con prudenza e gli ultimi risultati in avvio di ritorno delle prime quattro del lotto sono poco incoraggianti: viaggiano come treni e mostrano la loro forza. Inoltre a Bergamo permane il problema della panchina corta. Con Scandicci le sette interpreti in campo se la sono cavata egregiamente ma con Plak ai box le scelte per Lavarini sono ancora più limitate di quanto già lo fossero. E si è visto nel finale di terzo set. Un innesto in questo mercato, parliamo di una schiacciatrice di posto quattro, sarebbe servito. Ma se le zone alte rimangono un sogno, il quinto posto, occupato da Modena, resta alla portata e deve rappresentare l’obiettivo per chiudere dignitosamente la regular season e giocarsi poi tutto ai playoff. Con o senza rinforzi dal mercato.

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