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Il mais spinato di Gandino approda a Geo & Geo su Raitre

Il mais spinato di Gandino approda su Rai Tre. A Geo & Geo l’esperienza del giovane bergamasco Adriano Galizzi.

Si parlerà del mais spinato di Gandino e del richiamo che l’agricoltura ha esercitato su un giovane ingegnere gestionale di Leffe, Adriano Galizzi, nella puntata di Geo & Geo in onda dalle 15,50 su Rai Tre il prossimo 4 febbraio.

Durante la seguitissima trasmissione condotta da Sveva Sagramola il giovane  bergamasco racconterà come ha deciso di costruire il proprio futuro in agricoltura, pur avendo alla spalle l’azienda di famiglia che opera ad alti livelli nel settore tessile.

Ai telespettatori Adriano Galizzi farà conoscere l’eccellenza del mais spinato di Gandino, una varietà antica di granoturco legata al territorio seriano,  e il suo impegno per rilanciarla, trasformandola in materia prima per la produzione di farina per la polenta, dolci e grissini, ma soprattutto gallette confezionate.

Per  proporsi  sul mercato con questo ultimo prodotto Adriano Galizzi ha recentemente avviato un moderno laboratorio, con un impianto  che effettua la lavorazione  del mais a chicco intero per valorizzarne al massimo  le proprietà.

“Questa sfida imprenditoriale – sottolinea il delegato di Coldiretti Giovani Impresa Bergamo Daniele Filisetti – è un esempio in cui passione e creatività si incontrano per reinterpretare un prodotto antico con una visione moderna, contribuendo così a rilanciare un territorio messo in difficoltà dalla crisi e a ricostruirne un’identità”.

L’esperienza di Adriano Galizzi si inserisce nel quadro della trasformazione epocale che sta interessando il settore agricolo, un cambiamento che trova nel ricambio generazionale e nell’innovazione due leve per la valorizzazione dell’agroalimentare Made in Italy.

“Sono onorato di avere l’opportunità di essere ospite di un programma così apprezzato – afferma Galizzi –  per raccontare la mia scelta di vita ma anche per valorizzare le risorse che il nostro territorio e la nostra agricoltura sono in grado di esprimere, un patrimonio che noi giovani di Coldiretti abbiamo molto a cuore”.

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