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Film documentario su Longaretti: cent’anni d’artista, cent’anni di storia

Alla figura di Longaretti uomo, artista, docente, interprete in prima fila dei climi culturali della Bergamo del secondo Novecento, è dedicato il film-documentario che Teamitalia Videoproduzioni sta realizzando per onorarne il centenario della nascita, che cade il 27 settembre 2016.

Di personalità come Trento Longaretti potremmo non sapere l’età, e ciò non cambierebbe di una virgola il loro significato per la storia dell’arte.

I 99 anni (splendidamente portati) del maestro trevigliese, pittore e direttore per un quarto di secolo della civica Accademia di Belle Arti Giacomo Carrara, sono celebrati quest’anno non tanto come traguardo anagrafico, ma come tappa di uno straordinario percorso d’arte e di vita: un percorso che ha scandito, con sensibilità e intelligenza, la parabola della pittura moderna, valorizzandone la componente umanistica e azzerando, fuori d’ogni retorica, le barriere tra tradizione e contemporaneità.

Alla figura di Longaretti uomo, artista, docente, interprete in prima fila dei climi culturali della Bergamo del secondo Novecento, è dedicato il film-documentario che Teamitalia Videoproduzioni sta realizzando per onorarne il centenario della nascita, che cade il 27 settembre 2016. Le riprese, dirette dalla giovane regista Teresa Sala, sono attualmente in progress.

Longaretti piazzoli

“Sarà un mediometraggio – precisa la responsabile di produzione Claudia Sartirani – L’idea è quella di accorciare le distanze tra l’artista e la gente che lo conosce. Trento Longaretti è molto amato dal pubblico come pittore e questo film vuole offrire il piacere di un racconto d’arte e di vita fatto in prima persona”.

“Quello che si sta facendo mi rende felice, mi sembra importante perché mi porta nella vita di tutti” ha affermato l’artista in occasione dell’affollata presentazione-stampa del progetto cui sono intervenuti tra gli altri Angelo Piazzoli, segretario generale della Fondazione Credito Bergamasco e il critico d’arte Carlo Pirovano e la regista Teresa Sala.

“Lavorare con Longaretti è splendido – ha proseguito Claudia Sartirani -. E’ una persona generosa, discreta e garbata, molto vitale. Soprattutto, gli piace mettersi in gioco, è un uomo curioso e rispettoso del lavoro degli altri, interessato a vedere come cambiano i tempi”.

Il filmato, promettono gli esecutori, non sarà un’opera scontata né circoscritta in un orizzonte concluso. “Longaretti crea una continua prospettiva, quindi il film sarà come qualcosa di sospeso: il lavoro prosegue, è questo il senso straordinario che trasmette il maestro. Gli abbiamo chiesto più di una volta qual è l’opera che gli piace di più, e la risposta è “ci penso”, “ci devo pensare”… ho l’impressione che questa risposta non arriverà”.

Lo sguardo dell’artista è sempre aperto al nuovo, in particolare nei confronti dei giovani: anche per questo è stata scelta una regista di nuova generazione.

“Quando sono entrata nel suo studio e l’ho visto lavorare – rivela la regista Teresa Sala – io che non lo conoscevo ho avuto la sensazione che stesse accadendo qualcosa di speciale e di grande: c’è la tela, ci sono i colori e c’è quel gesto che trasforma la materia in arte. E’ qualcosa di molto forte, che ho avvertito subito. Anche sentirlo parlare mi emoziona, non è mai arrogante, è molto umile, attento e riflessivo, con una visione ampia del mondo delle arti visive.”

Laureata in Scienze dei Beni culturali e diplomata al Centro sperimentale di Cinematografia di Milano in filmmaking, la regista predilige il documentario d’arte e cultura, e ha realizzato nel 2013 “Collezionare il proprio tempo – Casa Museo Boschi Di Stefano”, il racconto di una collezione di più di duemila opere d’arte, e nel 2015 “La memoria del domani”, efficace documentario sui siti Unesco della Lombardia con la partecipazione, fra gli altri, di Philippe Daverio.

Il film biografico su Longaretti intende tracciare il contesto culturale in cui si è sviluppata la sua poetica, ed è Teresa Sala ad anticiparci come: dalla nascita a Treviglio negli anni del conflitto mondiale, alla sua frequentazione di Brera, alla direzione della Carrara, al suo rapporto con familiari, amici, allievi, maestri, critici d’arte, colleghi, compagni di viaggio… e poi le rievocazioni, Carrà, Morandi, De Pisis, Carpi, Manzù, e poi ancora le testimonianze di Ugo Riva, Attilio Steffanoni, e, forse, Ermanno Olmi, che con Longaretti condivide l’amicizia e la visione dell’arte.

Una pellicola che affronta una sfida non da poco: mettere in scena, in non più di un’ora, cent’anni di storia di una città, di un artista, di un mondo di valori etici ed estetici, con un montaggio fluente e calibrato tra riprese in studio, scene d’esterno, visite e incontri in luoghi emblematici, preziosi inserti d’archivio e selezionate interviste a chi in Longaretti ha trovato un maestro attento e un sicuro punto di riferimento nella vita e nell’arte.

 

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