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Consigliere compra la moto della Polizia, ma è vietato: l’opposizione insorge

Consigliere comunale di Brembate Sopra acquista una moto del Comune, ma la legge non lo consente.

“Impossibile farsi sfuggire un affare così”. E’ quello che deve aver pensato il consigliere comunale di Brembate Sopra Claudio Stucchi quando, sul sito internet del Comune, ha scorto l’annuncio relativo alla vendita di una Honda 650 Deauville della Polizia locale. L’esponente di maggioranza ha presentato un’offerta congrua, 1850 euro, e si aggiudicato il bolide.

La conferma di acquisto è arrivata con il documento firmato e bollato il 21 gennaio dal responsabile del settore Cristian Mario Rota.

Nel giro di 24 ore sul blog del gruppo di opposizione “Insieme per Brembate Sopra” compare un post: “Chi si è aggiudicato una moto Honda 650 Deauville del patrimonio comunale messa all’asta da parte del Comune? Ma certo il consigliere con delega alla viabilità. Se qualcuno volesse partecipare all’asta della seconda moto, si faccia avanti, magari se la potrebbe aggiudicare l’assessore alla cultura così avremo anche noi per le nostre strade i Chips”.

L’uscita polemica non è passata inosservata. Dopo un controllo amministrativo è emerso che l’offerta del consigliere non poteva essere accertata.

La legge è chiara: “Non possono essere compratori nemmeno all’asta pubblica, né direttamente né per interposta persona:

1) gli amministratori dei beni dello Stato, dei comuni, delle province o degli altri enti pubblici, rispetto ai beni affidati alla loro cura;

2) gli ufficiali pubblici, rispetto ai beni che sono venduti per loro ministero;

3) coloro che per legge o per atto della pubblica autorità amministrano beni altrui, rispetto ai beni medesimi;

4) i mandatari, rispetto ai beni che sono stati incaricati di vendere, salvo il disposto. Nei primi due casi l’acquisto è nullo; negli altri casi è annullabile”.

“Insieme per Brembate Sopra” non poteva non tornare sulla vicenda con un altro post dai toni accesi: “Ma come, allora non siamo solo noi a pensare che non s’era da fare. Ebbene sì dopo essersi aggiudicato la motorona, ha dovuto rinunciarvi perché la legge non lo consente. Magari prima di fare certe figure potreste informarvi. Chissà se si sarebbero ravveduti se non avessimo denunciato la cosa”.

Il consigliere Stucchi, interpellato, non vuole commentare la polemica politica, ma sostiene di aver presentato l’offerta in assoluta buona fede.

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