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Ubi Banca, c’è il “Patto dei Mille”, lo guida Emilio Zanetti

Il Patto comprende i principali esponenti della comunità imprenditoriale e professionale bergamasca, esponenti di altre province lombarde nonché Confindustria Bergamo, Varese e Pavia. Il Patto è aperto alla collaborazione e alle alleanze con altri azionisti e raggruppamenti.

A seguito della trasformazione da Società Cooperativa in Società per Azioni, alcuni azionisti di UBI Banca hanno deciso di riunirsi in un patto parasociale denominato “Patto dei Mille”. Al momento della formazione hanno aderito al Patto 65 azionisti in rappresentanza del 2,27% (20.500.412 azioni ordinarie) del capitale sociale di UBI Banca.

Presidente del Patto è stato nominato Emilio Zanetti, già Presidente della Banca Popolare di Bergamo e del Consiglio di Gestione di UBI Banca. E’ stato istituito un Comitato Direttivo composto da Angelo Radici (Presidente Radici Group), Roberto Sestini (Presidente Gruppo SIAD), Matteo Tiraboschi (Vicepresidente Esecutivo Brembo).
Il Patto dei Mille vede rappresentati i principali esponenti della comunità imprenditoriale e professionale bergamasca, esponenti di altre province lombarde nonché Confindustria Bergamo, Varese e Pavia. 

Tra i nomi che spiccano ci sono Pesenti (Italcementi), Bosatelli (Gewiss), Percassi (Odissea) Perolari (Perofil), Miro Radici e il costruttore Marco Cefis, Alberto Barcella (B.M. Industria Bergamasca mobili di Bagnatica); Gianfranco Andreoletti (Scame Mastaf di Suisio e patron dell’AlbinoLeffe), i Martinelli della Martinelli Ginetto di Casnigo e la “Quattro Luglio” la società che vede la presenza anche della Diocesi di Bergamo.  
I soci del Patto dei Mille intendono consolidare il loro legame con Ubi Banca per continuare a promuovere i principi ispiratori dell’attività della Banca Popolare di Bergamo e di tutte quelle banche unite in UBI che tradizionalmente hanno saputo valorizzare i loro territori, anche sostenendone la crescita economica e sociale.
In particolare l’obiettivo è dotare la banca di una governance di qualità, in linea con gli standard richiesti dai regolatori europei e dai mercati.
Il Patto, in una prospettiva unitaria, è aperto a collaborare con azionisti e raggruppamenti aventi tra gli obiettivi l’indipendenza di UBI e la sua capacità di creare valore nel tempo, in una logica di public company.
Gli azionisti UBI riuniti nel Patto dei Mille intendono riaffermare l’autonomia e la specifica identità di UBI Banca, che ha come obiettivo la realizzazione di servizi efficienti ed efficaci alla collettività economica per favorire la crescita, la competitività e la coesione sociale di tutti i territori serviti. Questo anche in caso di modificazioni strutturali che dovessero interessare la Banca e realizzarsi nel futuro.
Il Patto disciplina la preventiva consultazione tra i titolari delle azioni sindacate, l’esercizio del diritto di voto e alcuni limiti alla circolazione delle azioni. Il Patto prevede specifici meccanismi per la partecipazione di gruppi famigliari e l’aggregazione di piccoli azionisti.
I titolari delle azioni sindacate si sono impegnati, in particolare, a consultarsi per definire un’ azione comune in merito agli indirizzi programmatici e industriali della Banca e alle candidature di membri del Consiglio di Sorveglianza
Un estratto del Patto è disponibile sul sito internet www.ubibanca.it

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