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Ecco il progetto della funivia tra l’aeroporto e la città di Bergamo foto

Si parla del collegamento tra l'aeroporto di Orio al Serio e la stazione dei treni di Bergamo attraverso cabine che viaggiano ad altezze variabili.

Chi è abituato a pensare alla funivia immaginandosi gli sci ai piedi dovrà ricredersi. Quello che vedete nel video qui sopra è un progetto che può sembrare fantascientifico, eppure in decine di città del resto del mondo è stato realizzato.

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Si parla del collegamento tra l’aeroporto di Orio al Serio e la stazione dei treni di Bergamo attraverso cabine che viaggiano ad altezze variabili. Niente di più e niente di meno di quello che si può trovare a New York, Honk Kong, Singapore, Barcellona, Lisbona, Londra, Porto, Grenoble, Zagabria. L’idea, lanciata dai giovani esponenti di Forza Italia Stefano Benigni, consigliere comunale di Bergamo, e Jonathan Lobati, consigliere provinciale, finora è stata ritenuta fantasiosa.

Nonostante l’accoglienza fredda i due hanno continuato a lavorare commissionando uno studio preliminare per capire se davvero la funivia può essere una reale alternativa al collegamento ferroviario che ha ricevuto un contributo di 8 milioni di euro dal ministero dei Trasporti per la progettazione iniziale.

Le immagini del video valgono più di mille parole, ma per dare un quadro preciso è bene dare qualche numero: 5 stazioni con possibilità di implementazione, tempo di percorrenza poco meno di 13 minuti, intervallo tra una cabina e l’altra 20 secondi, 10 posti a cabina, 1800 persone all’ora potenziali, trasporto continuo senza tempi di attesa, velocità a regime 6 metri al secondo, costo dell’opera dai 40 ai 50 milioni di euro, emissioni zero, tempi di realizzazione tra i 12 e i 18 mesi, videocamere su ogni cabina per garantire la sicurezza.

Benigni Lobati

Il principale ostacolo, il parere negativo di Enac a qualsiasi ipotesi di cabinovia (leggi qui), viene aggirato con il più naturale degli espedienti: “Le strade per rispettare i parametri fissati dalle aree a rischio sono due – spiega il consigliere Lobati -. O si scava una trincea in modo da mantenere l’altezza della cabina alla stessa quota di una strada oppure si può interrare. In ogni caso non ci sono problemi per la sicurezza dei voli. Noi chiediamo ad Enac di prendere in considerazione questo progetto. Valutarlo e dirci quali sono le loro perplessità e perché. La cabinovia può rappresentare qualcosa di strano, ma in tutto il mondo ci hanno creduto”.

I due consiglieri, insieme ai loro consulenti, hanno valutato ogni dettaglio del futuro collegamento in attesa che venga finanziato uno studio di fattibilità, che non può prescindere dalla volontà politica di chi governa le istituzioni. “L’ipotesi del treno è quella si cui puntano tutti – commenta Stefano Benigni – però non porta alcun beneficio a Bergamo, senza contare che costa almeno tre volte tanto rispetto alla funivia. Noi siamo amministratori e vogliamo fare il bene della città. Se mettiamo 10,5 milioni di passeggeri su un treno collegato direttamente a Milano verremmo solo sfruttati senza alcun ritorno in termini economici. La cabinovia invece, oltre a collegare l’aeroporto alla città, sarebbe un’attrazione per i turisti e anche per i bergamaschi. Vi immaginate la vista di Città Alta in quota da Campagnola fino alla stazione? E’ un’inquadratura da kolossal”. Ora la vera sfida è iniziare le riprese.

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