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Lettera d’addio di Denis: “A Bergamo lascio un pezzo di cuore” fotogallery

Il Tanque lascia Bergamo e decide di salutare tutti con una lettera pubblicata su Instagram.

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L’ultima partita di German Denis con la maglia dell’Atalanta, l’ultimo gol nello stadio che tante volte ha visto la sua bocca spalancarsi e urlare di gioia rivolto verso i suoi tifosi. Il Tanque lascia Bergamo e decide di salutare tutti con una lettera pubblicata su Instagram.

Ecco le sue parole:

Cara Bergamo,
non saprei da dove iniziare, forse semplicemente da un grazie immenso! Io e la mia famiglia siamo stati accolti benissimo e qui lasciamo un pezzo di cuore.
Avrò sempre un legame speciale con questa terra che il destino mi ha fatto scoprire, che ho iniziato ad amare e che ora è dentro di me. Grazie per quello che voi avete dato a me, mi avete fatto crescere calcisticamente ed umanamente, e di questo vi sarò eternamente grato. Grazie a tutta l’Atalanta, dalla famiglia Percassi a tutti quelli che con dedizione portano avanti questa società. Un grazie particolare ai tifosi, siete unici! Mi avete sempre sostenuto e mi mancherà tantissimo esultare, correre e urlare sotto la curva. Sono stati anni intensi, emozionanti e piedi di soddisfazioni…ho amato ogni istante in cui ho indossato e lottato per questi colori, onorando la maglia e ciò che rappresenta.
Questo non è un addio, ma un arrivederci, siete diventati troppo importanti per me-
Grazie, grazie e ancora grazie. Sempre e comunque forza Dea!

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Commenti

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  1. Scritto da Atalanta-Sassuolo: Il commento | Concretamentesassuolo.it |

    […] Lo spessore di una squadra trova la sua più lineare definizione nel momento in cui si è chiamati a risollevarsi, a reagire, per evitare di trasformare una parentesi in un capitolo. Dopo due sconfitte consecutive – un anomalia, da queste parti, ma pur sempre fastidiosa- al Sassuolo, per invertire la rotta, non poteva esservi altra strada. Non sarà arrivato il risultato pieno, ma la prestazione di Bergamo, per mentalità, convinzione e un Berardi finalmente ritrovato, ha molte delle credenziali necessarie ad alimentarne lo spessore. Credenziali che crescono nel momento in cui si analizza come la squadra ha saputo far fronte agli episodi negativi che hanno comunque caratterizzato l’andamento della gara. Certo, non in modo definitivo, ci mancherebbe, ma sicuramente sono andati ad influire nei momenti chiave dell’incontro. In apertura, quando al #25 è stato negato il gol dell’1-0 per una presunta (e soltanto tale, ma comunque non semplice da valutare) posizione di fuorigioco. E subito dopo il vero gol del vantaggio di Berardi, quando il direttore di gara, su segnalazione dell’addizionale Rocchi, ha assegnato all’Atalanta un calcio di rigore abbastanza fantasioso.  Nel momento in cui Antei anticipa Kurtic, tutto quello che accade dopo (ovvero l’intervento di Consigli) non è che una diretta conseguenza. Il gol di Denis, su respinta, avrebbe potuto minare le certezze ritrovate dalla squadra di Di Francesco. Ma non è andata esattamente così. I nerazzurri, che dopo il forfait di Toloi (sostituito da Diamanti) si sono disposti con un più propositivo 4-3-3 (all’inizio erano partiti col 3-5-2), hanno comunque dato del filo da torcere agli emiliani, soprattutto dal punto di vista dell’intensità nella zona mediana. Magnanelli su tutti, ma anche Duncan e Biondini, hanno saputo ribattere colpo su colpo, senza mai indietreggiare. Nella ripresa, dopo un avvio all’insegna dell’equilibrio, il Sassuolo si è sentito sempre di più a suo agio nella metà campo avversaria, è riuscito a costruire anche diverse azioni degne di nota, ma sul finale, spesso a causa di un errore di misura nell’ultimo passaggio, si è sempre inceppato qualcosa. Di certo Falcinelli, che comunque aiuta sempre molto la squadra e dimostra di saper dialogare bene nel fraseggio, non è riuscito a dare all’attacco il peso di cui avrebbe avuto bisogno. E chissà che, una volta ambientatosi, non glielo possa conferire il nuovo arrivato Trotta. Al di là delle speranze, questa sera il Sassuolo ha potuto contare su un Berardi finalmente vivo, sempre acceso e con la voglia di rischiare la giocata. Di Francesco lo ha schierato (a memoria è la prima volta in assoluto) a sinistra, non tanto per una questione tattica, quanto per far sì che il ragazzo potesse ripartire da zero: una mossa atta a sollecitarnee la spensieratezza e le qualità. Il risultato, beh, non lascia spazio a dubbi, perchè oltre al gol, Berardi non si è mai escluso dal gioco (in entrambe le fasi) ed ha sempre rischiato la giocata, a volte anche commettendo errori, ma i segnali sono quelli giusti. Se c’è una squadra che ha cercato sino all’ultimo di conquistare i 3 punti, beh, non è difficile indovinare quale sia stata. La mentalità ritrovata non può che essere la principale nota di sollievo per mister Di Francesco, il quale però avrà sicuramente apprezzato le prestazioni di coloro che ha scelto di inserire a sorpresa e che fino a qui non avevano trovato molto spazio, ovverosia Longhi e soprattutto Antei, sempre attenti e mai in difficoltà. Il problema, che questa sera si è rivelato essere l’unico, resta la produttività offensiva, per una squadra che per flusso di gioco meriterebbe di crearne (e poi concretizzarne) molte di più. E chissà che in futuro il Sassuolo non possa trovare il suo, di  ”Tanque“… […]