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Decimo “no” per la scarcerazione di Massimo Bossetti: niente braccialetto elettronico

Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere 45enne di Mapello, accusato dell’omicidio della 13enne Yara Gambirasio, resta in carcere. Il Tribunale del Riesame di Brescia ha respinto anche l’ultimo ricorso presentato dagli avvocati del presunto omicida.

Un altro no, il decimo, per Massimo Giuseppe Bossetti, il carpentiere 45enne di Mapello accusato dell’omicidio della 13enne Yara Gambirasio. Il tribunale del Riesame ha respinto la richiesta dei difensori di Bossetti di scarcerarlo e metterlo ai domiciliari con il braccialetto elettronico.

Gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini avevano impugnato il rigetto della Corte d’Assise che sta processando il muratore di Mapello.

Si tratta del decimo “no” che l’imputato riceve alle istanze di scarcerazione avanzate dai suoi legali. Tre sono state respinte dal gip, due dalla Corte d’Assise, due dalla Cassazione e tre dal Riesame, compresa quella di sabato 30 gennaio.

I legali di Bossetti si erano rivolti alla Corte motivando la richiesta con la mancanza dei presupposti di legge: il pericolo di reiterazione del reato – hanno sostenuto gli avvocati – non c’è, e in ogni caso il braccialetto elettronico sarebbe stato sufficiente ad evitarlo. Ma non è dello stesso avviso il Tribunale del Riesame.

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