BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mortale in A4: “Che dolore, quei tre giovani abbracciati nella carcassa dell’auto”

Un soccorritore del 118, racconta l'intervento per l'incidente avvenuto in A4 - nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 gennaio - dove hanno perso la vita tre ventenni.

Un soccorritore del 118, racconta l’intervento per l’incidente avvenuto in A4 – nella notte tra giovedì 28 e venerdì 29 gennaio – dove hanno perso la vita tre ventenni veneti, due dei quali fratello e sorella.

“Manca poco all’una… la notte è movimentata, ma tutto sommato nella normalità. Veniamo contattati dalla Soreu Alpina 118, la voce nitida dell’operatore che dice ‘portatevi in autostrada A4, veloci, codice rosso, un incidente con molte auto coinvolte, persone incastrate, feriti’.
E in quel momento che ti rendi conto della vera emergenza. In quel momento diventi talmente concentrato da non sentire altro che il tuo respiro e il respiro dei tuoi colleghi.
Ci si parla, ci si organizza per quando arriveremo sull’evento, mentre la sirena inizia a suonare nel buio di questa maledetta notte.
Arriviamo in autostrada e la scena che ci si presenta è subito chiara: è grave, parecchio grave….
Scendiamo dal mezzo, ognuno di noi sa quel che deve fare e ci si mette a disposizione del rianimatore in posto.
Carcasse di auto, detriti ovunque, gente confusa, fumo… Feriti che ci vengono incontro sconvolti.
Cerchiamo di valutare le loro ferite e a colpo d’occhio li facciamo salire in ambulanza, prendiamo i parametri, medichiamo le ferite, puliamo il sangue…

Tre persone sono incastrate all’interno della loro auto, giacciono come in un abbraccio tra loro, quasi si facessero forza l’una con l’altra… quelle tre persone questa notte sono morte lì, su quel tratto maledetto di autostrada.
Partiamo con un ferito in codice giallo, insieme ad un’altra ambulanza con un altro ferito a bordo che ci precede e l’auto medica, lampeggianti accesi e sirene spiegate verso l’ospedale Papa Giovanni XXIII.
Arriviamo, consegniamo il paziente nelle mani dei medici del Pronto Soccorso.
Ora puliamo le attrezzature, dai residui di quell’incidente maledetto… e si pensa a quelle tre vittime che ancora sono strette lì, in quell’abbraccio mortale.
Anche questo è essere soccorritori 118, incontrare la morte, toccare tutta la fragilità della vita e andare oltre. Ed essere soccorritore è il lavoro più bello del mondo”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.