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Soccorso alpino: nel 2015 280 interventi soprattutto in Valbrembana

La VI Delegazione Orobica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) presenta i dati relativi alle attività di soccorso compiute durante il 2015 dai tecnici delle Stazioni bergamasche.

La VI Delegazione Orobica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) presenta i dati relativi alle attività di soccorso compiute durante il 2015 dai tecnici delle Stazioni bergamasche. Quello appena concluso, rispetto ai precedenti, è stato un anno impegnativo per il numero e la tipologia degli interventi: da 124 nel 2008, 123 nel 2009, 186 nel 2010, 235 nel 2011, 188 nel 2012, 205 nel 2013, 260 nel 2014, con un andamento in sostanziale salita si è arrivati fino ai 280 del 2015.

La tipologia d’intervento vede prevalere gli interventi di soccorso in ambito ostile e impervio alpino (89%); la ricerca di persone disperse è limitata al 10% ed è un ambito che tuttavia impegna sempre di più, sia per il numero di operazioni correlate, sia per la complessità che presenta. Negli ultimi anni il CNSAS ha infatti potenziato, attraverso le proprie Scuole Nazionali, la formazione di figure specializzate nella gestione di tutti gli elementi da coordinare e valutare durante una ricerca. Gli interventi di protezione civile in senso stretto rappresentano solo l’1%.

Soccorso alpino

Su base territoriale, gli interventi sono stati 28 per la Stazione di Valle Imagna, 102 per Valle Brembana, 48 per Valbondione, 31 per Schilpario, 15 per Oltre Il Colle, 30 per Media Valle Seriana e 26 per Clusone. Le variazioni dipendono dalle dimensioni del territorio presidiato, dalla presenza di punti di interesse per escursionisti, alpinisti e turisti, e anche dalle differenti condizioni climatiche durante l’anno.

Se si valuta la gravità dell’emergenza, nel 38% dei casi le persone soccorse sono illese, il 41% presenta ferite non gravi, il 14% ferite gravi; le persone decedute sono state il 6%, 1% quelle disperse.

L’elisoccorso resta il mezzo principale per giungere in tempi brevi sul luogo dell’operazione: sono 167 gli interventi eseguiti con tale mezzo, che ha sempre a bordo un tecnico di elisoccorso del CNSAS, operante insieme con l’équipe medica. Le squadre territoriali intervengono quando l’elicottero non può essere operativo, per le condizioni meteorologiche o perché è buio: è avvenuto in 67 casi, a cui si aggiungono i restanti 46 in cui si è operato in sinergia.

Le cause sono dovute principalmente a caduta (107), malore (57), scivolata (24), perdita di orientamento (19), ritardo (12), precipitazione (11), incapacità (8). Altre cause con valori minori sono puntura d’insetti, sfinimento, scivolata su ghiaccio, morso di vipera e altro.

Il maggior numero di infortuni avviene durante l’attività di escursionismo (124), sci in pista (42), in un contesto lavorativo (14) e di residenza in alpeggio (13), alpinismo (10), ricerca funghi (8), mountain-bike (8), incidente auto o moto (6), caccia (5). Seguono le discipline sportive, come lo sci alpinismo, l’arrampicata sportiva, il surf su pista, parapendio e turismo, cascata di ghiaccio, deltaplano, equitazione, sci di fondo, sci fuoripista e torrentismo.

Commenti

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  1. Scritto da Pluto

    Prima di tutto un grazie a chi presta i soccorsi. Poi mi viene una raccomandazione: leggiamo ogni giorno di troppi “malesseri” che portano alla morte sia nella pratica sportiva che nella vita lavorativa di persone abbastanza giovani ma in età quasi “perfetta” per problemi cardiocircolatori. Ecco: i famigliari e i cinquantenni ci pensino PRIMA che… E speriamo che il 2016 sia più fortunato per tutti.