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Gli studenti bergamaschi raccontano l’orrore della Shoah “per non dimenticare” fotogallery

Alle 10.30 si sono riuniti in piazzale Marconi, davanti alla stazione, per cantare una ninna nanna, la stessa che le madri cantavano ai propri figli.

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E’ la giornata della Memoria e i ragazzi del Liceo Artistico Manzù di Bergamo hanno deciso di lasciare un segno nel cuore delle persone. Alle 10.30 si sono riuniti in piazzale Marconi, davanti alla stazione, per cantare una ninna nanna, la stessa che le madri cantavano ai propri figli. Alla fine del canto i ragazzi si sono seduti per raccontare le storie dei deportati bergamaschi, per tramandare il ricordo della Shoah, un capitolo atroce della nostra storia che non va dimenticato perché le generazioni future possano imparare dagli errori del passato.

giornata della memoria bergamo

Paola, studentessa di 4E, racconta: “Il progetto è stato proposto a 3 classi dal nostro insegnante di filosofia, il professor Vernacotola. Al pomeriggio abbiamo fatto degli incontri e insieme abbiamo scelto di raccontare le storie dei bergamaschi, non solo di ebrei delle nostre terre, ma di tutti color che furono deportati, oppositori politici, zingari, slavi”.

I ragazzi sono seduti sulle sedie, accanto a una candela, e mentre raccontano alla persona che siede davanti a loro tengono in mano un sasso. Sul loro viso i segni di una forte emozione. “Abbiamo scelto le sedie – spiega Paola – per creare un senso di intimità, mentre le candele indicano il calore e il ricordo. Anche la stazione è un simbolo perché i deportati bergamaschi partivano proprio da qui. Sui sassi invece abbiamo scritto i loro nomi così possiamo lasciarli hai pendolari o ai passanti che si fermano ad ascoltare le nostre storie”. Presente anche il sindaco Giorgio Gori, che si ferma anche lui ad ascoltare prima di inaugurare la deposizione della corona d’alloro. In piazzale i cittadini sono molto grati a questi ragazzi che hanno deciso di fare un gesto così semplice di racconto, ma così importante per riuscire a far si che una crudeltà del genere non si ripeta più.

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Commenti

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  1. Scritto da Il Conte

    Ma i Gulag di Stalin non li visita mai nessuno? E le foibe del compagno Tito?