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Il Giorno della Memoria e l’omologazione sui social

Leonardo Patrignani, su Wired pubblica un intervento che scuote l'andazzo della rete i cui protagonisti (tutti noi) sono portati a condividere il trend del momento senza fermarsi a riflettere. Ma il 27 gennaio, Giorno della Memoria, non può bastare un "mi piace" o una condivisione basata su una foto o un titolo.

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Leonardo Patrignani, su Wired pubblica un intervento che scuote l’andazzo della rete i cui protagonisti (tutti noi) sono portati a condividere il trend del momento senza fermarsi a riflettere. Ma il 27 gennaio, Giorno della Memoria, non può bastare un “mi piace” o una condivisione basata su una foto o un titolo. 

Muore un personaggio famoso? Improvvisamente sono tutti fan del personaggio famoso, anche quelli che non lo conoscevano affatto. Questo elementare rapporto di causa-effetto è diventato una triste consuetudine che caratterizza la nostra vita sintetica. Un primordiale richiamo alle regole del gregge: se tutti fanno qualcosa, devo farla anch’io, altrimenti mi sentirò escluso dal branco.

Siamo reduci dalla scomparsa di un artista del calibro di David Bowie e scommetto che anche voi avete la bacheca piena di fan dell’ultimo minuto, che quel giorno hanno condiviso un brano che forse avevano ascoltato per la prima volta nella loro vita. “Ma va, neanche mi piace, l’ho postato perché lo stanno facendo tutti e quindi… perché io non posso?” non è una citazione fantasiosa, ma un commento reale apparso su Facebook dopo la scomparsa del Nikola Tesla di Nolan.

Tale regola universale ha fatto il successo di libri come 50 Sfumature di Grigio e portato molti editori a servirsi dello slogan “il romanzo di cui parlano tutti” proprio per suscitare nel lettore il senso di appartenenza a una qualsivoglia categoria di persone.

Se “tutti” argomentano su un dato tema, devo assolutamente conoscerlo, altrimenti mi sentirò in difetto qualora i miei amici si mettessero a fare battute riferite all’opera in questione. Poi ti accorgi che spesso quel “tutti” è uno specchietto per le allodole, ma questa è un’altra storia. Se nel caso di 50 Shades tale fenomeno ha portato, perlomeno, alla lettura di un libro (non siamo qui per giudicarne il valore, naturalmente), diversa è la questione in occasione di ricorrenze come quella odierna.

Sì, perché oggi è il 27 di gennaio. La Giornata della Memoria. La Memoria con la M maiuscola, quella che siamo chiamati a rispettare in quanto esseri umani. Perché il 27 gennaio del 1945 le truppe sovietiche entrarono ad Auschwitz, scoprendo così uno dei più agghiaccianti teatri di sterminio della Storia. La bandiera americana che sventola in La vita è bella (film che personalmente adoro per la sua incantevole poesia) non tragga in inganno: come fece notare Mario Monicelli, quell’inquadratura falsificò il reale corso degli eventi. Furono infatti i russi a liberare il campo di concentramento dai tedeschi. Non gli americani. In compenso, secondo il regista di Amici Miei questi ultimi avrebbero apprezzato così tanto quella scelta da convincersi a tributare un Oscar al nostro “Robberto”.

Ebbene, oggi sarebbe bello aprire Facebook e Twitter e incontrare il silenzio. Sarebbe una grande forma di rispetto impiegare il proprio tempo per approfondire qualche particolare di quella storia che magari non conosciamo, non ricordiamo bene. Perché la Memoria non può essere una moda. Perché non si può essere “fan” di un’immane tragedia così come lo si è di un cantante appena passato a nuova dimensione. Leggiamo un libro, un articolo di giornale, approfondiamo in silenzio e in silenzio ricordiamo.

Invece, ahimè, molti condivideranno una qualche immagine forte, un Arbeit Macht Frei accompagnato da una citazione famosa, perché lo fanno tutti. Lo faranno senza sapere, lo faranno senza Memoria. Magari ci scapperà anche qualche battuta su Miss Italia. E poi, a guardare meglio nella bacheca di troppi nostri contatti,incontreremo l’intolleranza, l’astio, le divisioni e le chiusure che proprio lo studio e il ricordo di determinati fatti storici dovrebbero portarci a comprendere e deprecare.

Che dite… ci riusciamo, per un solo giorno, ad avere Memoria?

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