BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Mobilità (non) sostenibile, per andare in UniBg si preferisce l’auto

Per la sede di Via dei Caniana invece sembra che sia il 47% degli universitari e solamente il 37% dei lavoratori a fare una scelta più ecologica.

Non importa quanto si parli di biciclette, auto elettriche, piedibus e di mobilità sostenibile, per studenti e dipendenti universitari di Bergamo la macchina rimane sempre il mezzo per eccellenza. Questi sono i dati allarmanti emersi dallo studio di Maria Rosa Ronzoni, mobility maneger dell’Università degli studi di Bergamo, durante il seminario “Pianificare gli spostamenti casa-lavoro. Un confronto sinergico per la costruzione del PSCL”.

In particolare è il polo di Dalmine a preoccupare, in quanto è il 90% dei dipendenti e il 77% degli studenti ad usare la macchina per il tragitto casa-lavoro. Per la sede di Via dei Caniana invece sembra che sia il 47% degli universitari e solamente il 37% dei lavoratori a fare una scelta più ecologica. Mentre per l’ateneo di Città Alta i dati sono meno critici. Infatti è solo il 20% degli studenti e il 56% degli impiegati a usare l’auto.

Durante l’incontro Stefano Zenoni, assessore comunale alla mobilità, sottolinea che “ a Bergamo non c’è ancora la forte mobilità pedonale del mondo universitario tedesco, e manca una maggiore organizzazione delle piste ciclabili”, e che uno dei possibili motivi per cui si preferisce usare l’auto è “la fatica a coordinarsi con la rete dei mezzi pubblici dell’hinterland e della provincia bergamasca”. Le aspettative però sono buone secondo la professoressa Ronzoni: “E’ interessante sottolineare come l’indicatore percentuale relativo al rapporto tra la superficie delle sole aree pedonali e la superficie complessiva di strade e vie nel territorio analizzato, passi dallo 0,9% attuale ad un potenziale 4,2%. Ciò si traduce non solo in una maggiore estensione di percorsi in grado di favorire le relazioni tra i diversi quartieri e la messa a sistema dell’offerta pubblica, ma, soprattutto, in una concreta spinta verso la riappropriazione dello spazio pubblico aperto come luogo di vita della città e dei cittadini stessi”.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.