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Alternanza scuola-lavoro, Roffia: opportunità culturale ed educativa

L’Istituto Facchetti di Treviglio ha organizzato nella giornata di oggi, 25 gennaio, un incontro conoscitivo riguardo il progetto didattico dell’alternanza scuola-lavoro che verrà realizzato nei prossimi mesi presso il Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo della scuola.

L’Istituto Facchetti di Treviglio ha organizzato nella giornata di oggi, 25 gennaio, un incontro conoscitivo riguardo il progetto didattico dell’alternanza scuola-lavoro che verrà realizzato nei prossimi mesi al Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo della scuola.

Il seminario si è svolto nell’Aula Magna del Facchetti ed è stata l’occasione per consegnare alla stampa e alle realtà sportive, socio-sanitarie ed educative presenti la convenzione per l’attuazione del progetto.
L’incontro è stato aperto dal supervisore pedagogico dell’Istituto Facchetti, Maria Paola Gusmini, che ha presentato il Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo, attivato all’Istituto Facchetti a partire dall’anno scolastico 2014/2015.

“Il Liceo Scientifico dello Sport ha una dominanza scientifica, ma in questo indirizzo lo sport trova le radici della sua praticità. Il cuore di questo indirizzo di Scuola Secondaria di secondo grado è l’esposizione all’attività sportiva. Il monte ore dello sport praticato, infatti, è di sei ore alla settimana, tre ore dedicate alle scienze motorie e sportive e tre ore alle discipline sportive”.

Il dirigente scolastico, il professor Luigi Roffia, ha presentato il progetto alternanza scuola-lavoro: “La scuola italiana si caratterizza per i pochi contatti e collaborazioni esistenti con il mondo del lavoro, con le agenzie di servizi e con il volontariato. Tale situazione genera alcune difficoltà nell’orientamento degli studenti – sia verso la Scuola Secondaria di secondo grado, sia verso le facoltà universitarie – e nell’inserimento dei diplomati e dei laureati nel mondo del lavoro. Il mondo del lavoro, poi, spesso si dichiara scontento della preparazione scolastica dei neoassunti, estremamente lontana dalla conoscenza e dalla realtà del mondo produttivo”.

Il professor Roffia ha poi fornito ai presenti una panoramica sull’alternanza scuola-lavoro nei principali Paesi europei: “Questo progetto educativo e didattico è presente da anni in tutti i sistemi formativi europei. In alcune di queste realtà, addirittura, dura un intero anno scolastico, il penultimo del curricolo degli istituti professionali e tecnici. Dopo questo anno, gli studenti rientrano a scuola e concludono il percorso scolastico. La riforma dell’attuale governo (legge 107/2015) introduce obbligatoriamente i percorsi di alternanza scuola-lavoro per gli studenti dei licei, degli istituti tecnici e degli istituti professionali, con durata fra le 200 e le 300 ore nell’ultimo triennio. È un primo passo verso questa nuova esperienza che tuttavia necessita di un tempo più prolungato”.

Il dirigente scolastico ha successivamente sottolineato come l’alternanza scuola-lavoro non risponda a dinamiche di produzione aziendale, ma che si tratta di una modalità di insegnamento e di apprendimento che fa riferimento a logiche e finalità puramente culturali ed educative.

“Lo scopo di questo progetto è la promozione della cultura del lavoro, in particolare la sua organizzazione interna, la struttura gerarchica, i ruoli delle persone occupate, le relazioni interpersonali, i diritti e i doveri del lavoratore, le produzioni e i servizi realizzati e messi a disposizione del territorio.

Nessuna forma di addestramento lavorativo, quindi, ma esperienza didattica qualificante e metodologicamente innovativa. L’esperienza pratica degli studenti che prenderanno parte a questo percorso si declinerà su tre diverse aree pre-professionalizzanti: l’area delle attività sportive con la possibilità da parte dello studente di conoscere la legislazione di riferimento, la struttura aziendale e la gestione economica delle società sportive, nonché di entrare in contatto con il personale tecnico e amministrativo; l’area educativa volta a conoscere e approfondire il valore educativo dello sport nel percorso di crescita degli adolescenti e dei giovani; l’area socio-sanitaria relativa alla cura e alla conoscenza del corpo umano.

L’attività si realizza prevalentemente in orario scolastico ed è prevista la designazione di un tutor scolastico ogni due studenti e di un tutor aziendale. I due tutor garantiscono la corretta correlazione e la continuità didattica tra l’attività scolastica e l’attività esterna. È intervenuto all’incontro anche il dottor Federico Merisi, delegato del CONI per la pianura bergamasca, nonché medico sportivo e Referente del Servizio “Medicina dello Sport” dell’ATS.

Il dottor Merisi ha offerto la sua preziosa collaborazione per creare contatti e collaborazioni con le realtà esterne del territorio trevigliese per la realizzazione dell’alternanza scuola-lavoro per gli studenti del Liceo Scientifico ad indirizzo sportivo dell’Istituto Facchetti. Hanno partecipato all’incontro diverse realtà sportive, socio-sanitarie ed educative: l’ATS di Bergamo, l’ASST Bergamo Ovest, ASD Treviglio Pallavolo, Blu Basket e la piscina Project Sport di Treviglio, nonché le strutture sanitarie “Casa delle Donne” di Treviglio che accoglie le famiglie, le donne e le ragazze che hanno bisogno d’aiuto, e la Casa Albergo Maria Immacolata di Calvenzano.

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