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“Truccavano gli orari di lavoro”, indagine su due dipendenti del Comune di Villongo

L'ipotesi di reato è truffa ai danni dello Stato, falso e accesso abusivo ai sistemi informatici

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Non siamo al livello di Alberto Muraglia, il vigile di Sanremo che timbrava in mutande, ma anche in Bergamasca ci sarebbe un caso che rientra nel polverone dei “furbetti del cartellino”.

Sono due donne dipendenti del Comune di Villongo, entrambe 42enni, indagate dalla procura di Bergamo per truffa ai danni dello Stato, falso e accesso abusivo ai sistemi informatici.

L’inchiesta coordinata dal pubblico ministero Giancarlo Mancusi è partita dalla denuncia, nell’ottobre scorso, del sindaco del paese che si affaccia sul lago d’Iseo, Maria Ori Belometti, dopo una serie di segnalazioni che le erano arrivate proprio sulle due impiegate.

Secondo quanto ricostruito, in più di un’occasione avrebbero timbrato il cartellino per uscire dal lavoro in anticipo sull’orario di uscita effettivo. Le ore lavorate risultavano comunque regolari grazie alla manomissione del sistema multimediale che regola l’entrata e l’uscita. Potevano così fare risultare quante ore desideravano, pur avendo lavorato meno.

Ma il dubbio degli inquirenti è che dietro quella manovra  informatica utilizzata per camuffare gli orari, realizzabile solo da gente esperta del settore, ci possa essere la complicità di qualcuno. Magari con un compenso economico. Una delle due indagate, tra l’altro, opera nell’ufficio tributi.

Nella mattinata di lunedì 25 gennaio gli agenti della Guardia di Finanza hanno acquisito una copia del server che coordina gli ingressi, in modo da stabilire quanti sono gli orari truccati da parte delle due dipendenti.

Nel frattempo l’amministrazione comunale ha diffuso un comunicato: “In data odierna (lunedì 25 gennaio, ndr) alcuni agenti della Guardia di Finanza hanno compiuto un sopralluogo negli uffici del Comune allo scopo di acquisire l’archivio informatico del sistema di rilevazione delle presenze di lavoro.

Il sindaco ha segnalato alla Procura di Bergamo la presenza di anomalie che avvalorano l’ipotesi di timbrature irregolari da parte di un paio di dipendenti, tese ad estendere l’effettiva durata della presenza”.

 

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