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Restauro del Donizetti: il Comune chiederà un parere a Cantone foto

La Giunta di Bergamo sta pensando di rivolgersi all’Autorità nazionale anticorruzione, quella guidata da Raffaele Cantone, per sottoporle  la procedura con cui affiderà l’incarico finale per il restauro del teatro Donizetti.

E’ questa la contromossa di Palafrizzoni dopo che sono emersi, sia per le richieste del Movimento 5 stelle che in un articolo del Corriere della Sera, dei dubbi su possibili conflitti d’interessi legati a una delle aziende selezionate dalla Fondazione Donizetti per l’esecuzione dei lavori. Lavori che prevedono un onere di 18 milioni di euro raccolti dalla stessa Fondazione, ente privato partecipato dal Comune di Bergamo, presieduto dal sindaco Giorgio Gori e amministrato dal consigliere delegato Valerio Marabini, ex assessore della Giunta Veneziani.

In quanto ente di diritto privato la Fondazione avrebbe potuto effettuare la scelta in modo diretto e discrezionale, ma, essendo interventi che vanno a ristrutturare il teatro Donizetti, patrimonio culturale della città, il percorso decisionale – visto che vi è anche una parte di finanziamento pubblico – è stato misto, con un’evidenza pubblica.

La Fondazione, chiedendo un supporto all’Associazione dei costruttori di Bergamo, ha quindi invitato sei gruppi di aziende. A queste sei Ati (Associazioni temporanee di imprese) sono stati forniti gli elementi per formulare una proposta, le proposte sono state vagliate da una commissione composta dallo stesso Marabini, da Roberto Sestini (Siad) e da Domenico Bosatelli (Gewiss).

Due sono le Ati che hanno presentato un piano ritenuto idoneo, una di queste, avendo offerto il miglior ribasso, è stata prescelta: è quella il cui capofila è l‘Immobiliare Percassi (parenti del patron dell’Atalanta Antonio, ma un ramo a sé della famiglia). In questa associazione di imprese c’è anche la Termigas, una quota importante della quale fa capo alla famiglia Bosatelli: è qui che si concentrano le attenzioni di chi chiede trasparenza e correttezza. Peraltro i 5 Stelle stigmatizzano anche la partecipazione alla selezione dell’impresa Vigani, il cui socio è marito dell’assessore Loredana Poli. Questi i passaggi che saranno in particolare sottoposti all’attenzione di Raffaele Cantone e dell’Anticorruzione.

Ma la trafila non finisce qui. Perché non appena la Fondazione Donizetti avrà presentato la propria proposta il Comune bandirà una gara a evidenza pubblica e chiunque potrà partecipare: in sostanza non è automaticamente assegnato alla Fondazione il restauro del teatro cittadino. Anche se la proposta della Fondazione ha una sorta di diritto di prelazione e cioè quello di pareggiare il progetto dell’eventuale competitor.

 

 

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