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Polo dell’alluminio a Bergamo? La proposta della Fecs a Brembo, Mazzucconi e Agnelli

Il gruppo Fecs Partecipazioni Holding di Verdellino ha lanciato una proposta ad Agnelli Group, Brembo Spa e fonderie Mario Mazzucconi per creare il polo bergamasco dell'alluminio. Un centro che potrebbe produrre 250 mila tonnellate di alluminio pari al 20% della richiesta nazionale.

Il gruppo Fecs Partecipazioni Holding di Verdellino ha lanciato una proposta ad Agnelli Group, Brembo Spa e fonderie Mario Mazzucconi per creare il polo bergamasco dell’alluminio. Un centro che potrebbe produrre 250 mila tonnellate di alluminio pari al 20% della richiesta nazionale.
La proposta arriva da Olivo Foglieni, ad di Fecs Partecipazione Holding e responsabile Credito e Finanza di Confindustria Bergamo, che ha già ricevuto l’adesione di Agnelli Group (specializzata nella produzione di pentole ed estrusi in alluminio) ora si estende alla Brembo di Alberto Bombassei che – oltre a produrre freni a disco – possiede un’importante fonderia di ghisa e le Fonderie Mario Mazzucconi che realizzano componenti per auto.

“L’interazione di queste quattro realtà potrebbe permetterci di spaziare dai freni a disco agli estrusi di alluminio, dai blocchi motore ai radiatori” spiega Olivo Foglieni che da sedici anni si è concentrato sulla produzione di caloriferi in alluminio in tre divisioni: la Radiatori 2000; la Ridea Heating Design e la Al-Tech di Recanati.

L’idea di creare in bergamasca questo polo nazionale dell’alluminio nasce da un elementare dato di fatto che spiega lo stesso Foglieni: “Nel 2020 le automobili saranno carrozzate con 220 chili di alluminio, il triplo di adesso. L’alluminio sarà la lega principale con cui saranno realizzate le vetture, perché più leggera, riciclabile e con ottime performance”.

Sul riciclaggio dell’alluminio Foglieni ha fatto storia. Grazie ad investimenti nel settore della ricerca e innovazione è riuscito a recuperare la totalità dell’alluminio contenuto nei prodotti di consumo, persino quel 20% presente nella carta delle patatine e 600 milioni di lattine l’anno, per un totale di 100 mila tonnellate di alluminio lavorato, metà del quale proviene dall’estero.
“Il 90% dell’alluminio in commercio è riciclato, perché l’estrazione di questo metallo dalla bauxite consuma 20 mila chilowattora, mentre quello da rottamare 500: quindi costa molto meno” aggiunge Foglieni.

Ora la proposta dell’ad di Fecs Partecipazioni Holding è sul tavolo, agli altri protagonisti bergamaschi la decisione di aderire per creare uno dei principali poli dell’alluminio nazionale.

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