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L’Atalanta “fa il suo”, ma la brillantezza di due mesi fa è lontana

Il commento di Alberto Porfidia dopo il pareggio a Frosinone: forse in questo momento non si può pretendere molto di più, forse lo stesso Reja intuisce le possibili difficoltà mettendo in campo la diga, leggi Migliaccio e pensando soprattutto al primo non prenderle.

Avanti adagio. Quasi a fari spenti: ai fuochi d’artificio penseremo più avanti.

L’Atalanta non incanta ma, come si usa dire in questi casi, “fa il suo”. Il pareggino di Frosinone non è bello come quello con l’Inter, ma per la classifica non è nemmeno da buttare, il punto fuori casa contro una diretta concorrente. E’ un passo indietro perché con l’Inter la vittoria non è arrivata solo per “colpa” di Handanovic, ma la squadra era piaciuta. Stavolta il gioco convince meno e ancora meno le occasioni da gol, mentre la squadra sembra più preoccupata di non perdere che di piacere.

E forse in questo momento non si può pretendere molto di più, forse lo stesso Reja intuisce le possibili difficoltà mettendo in campo la diga, leggi Migliaccio e pensando soprattutto al primo non  prenderle, alla sciabola piuttosto che al fioretto. Come dire: se bisogna fare la battaglia, facciamola, anche perché le alternative non sono molte: a Frosinone mancava Cigarini e, anche se non detterà più i tempi come una volta, il gioco un po’ ne risente, a maggior ragione se pensiamo al Ciga pimpante visto contro l’Inter.

Ma non si può pretendere molto di più, adesso e il perché l’ha spiegato anche Reja, che dopo la partita ha esternato tutto il suo fastidio contro il mercato. Come dargli torto? Partito Moralez, poi è toccato a Grassi, ora i riflettori sono puntati su Cigarini e chissà  come finirà. D’accordo che nessuno è insostituibile, però non più di venti giorni fa il direttore dell’area tecnica Sartori aveva dichiarato: “Grassi al Napoli a gennaio? E’ un giocatore che quest’anno sta confermando quanto di buono pensavamo di lui. L’Atalanta non vuole cedere, abbiamo dato via Maxi Moralez solo perché è stato lui a chiederlo: era l’occasione della sua vita e a malincuore abbiamo dovuto accettarlo. Da qui a fine stagione non cambieremo niente, un affare col Napoli potrebbe starci ma solo da giugno”.

Mai dire mai. Ora teniamo d’occhio quest’ultima settimana di mercato e l’operazione che ancora manca per completare i tasselli, cioè il centravanti. E non sono esclusi colpi di scena, se (come assicura qualcuno) Denis preferirebbe restare.

Intanto la partita di Frosinone, come del resto quella precedente con l’Inter, ha ribadito che un problema centravanti esiste. Monachello, provato e riprovato, pur muovendosi generosamente non dimostra di avere l’istinto del gol del bomber da serie A, che invece servirebbe se vogliamo continuare a navigare in acque più tranquille. Una volta l’istinto del bomber lo aveva Denis, mentre Pinilla manca da quasi tre mesi, cioè da Milan-Atalanta del 7 novembre e il cileno ha giocato  finora solo 10 partite su 21…

Naturale che in questa situazione non si possa fare molto di più: la squadra gioca bene con l’Inter ma segna solo grazie a un autogol, meno esaltante la prova di Frosinone dove Gomez si mangia un gol come faceva Maxi. Può capitare, ma certo anche il Papu sta tirando il fiato in un momento in cui non può più contare sulla sponda di Maxi e il centravanti è tutto da verificare.

C’è Diamanti, vero. Ma il mancino toscano finora ha giocato solo nei minuti di recupero, troppo poco per capire come sta. Lo sa l’allenatore meglio di chiunque altro e magari lo vedremo almeno per un tempo alla prossima, perché un cambio di passo a questo punto serve.

Sarebbe fondamentale per ritrovare la brillantezza di un paio di mesi fa. E riprendere a vincere: dopo sei partite che hanno fruttato solo due pareggi, sarebbe anche ora.

Commenti

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  1. Scritto da Zanzara

    L’Atalanta disegnata da Reja è in disarmo, quella nuova tutta da scoprire. Siamo a Gennaio e rifare un gioco per la formazione diventa una “mission impossible”. Altro che salto di qualità !!!!