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Iliade da tutto esaurito, 300 spettatori hanno atteso invano qualche rinuncia

Iliade del Teatro De Carretto al Teatro Sociale di Bergamo, nella serata di venerdì 22 gennaio ha lasciato a bocca asciutta 300 spettatori. Il successo di un'opera senza tempo portata in scena evidenziando la forza virile del duello e della guerra.

Novanta minuti di puro teatro scandito dalle forti emozioni per i duelli, le battaglie e la guerra. La scelta del Teatro Del Carretto di portare in scena l’Iliade di Omero, in cartellone per la serata di venerdì 22 gennaio al Teatro Sociale per Altri Percorsi della Stagione di Prosa del Teatro Donizetti, affascina proprio per la sua potente macchina teatrale, scarna eppure intensa, semplice ed efficacissima. Forse per questo, al già annunciato tutto esaurito, si deve rimarcare il successo di questo appuntamento con i 300 spettatori che sono rimasti in lista fino all’ultimo per poter accedere al Sociale.
L’Iliade nella versione del Teatro del Carretto di Lucca, nata nel 1988, rappresenta ormai uno spettacolo “cult”. Lo spettacolo è stato dedicato, all’inizio della rappresentazione da parte dell’assessore alla Cultura del Comune di Bergamo Nadia Ghisalberti e dalla direttrice della stagione della Prosa Maria Grazia Panigada, a Benvenuto Cuminetti proprio 25 anni fa aveva portato a Bergamo lo stesso spettacolo nella sezione Altri Percorsi. Una felice coincidenza che non poteva essere ricordata.
La forza dello spettacolo sta nella scelta di rimuovere tutte gli orpelli e lasciare che la forza dei versi faccia la propria parte su una scena che si gioca tutta su una semplice quanto efficace macchina di legno oltre alla forza dei corpi. Il fruscio del vento, la forza dell’acqua, i suoni sono solamente un contorno misurato che accompagnano l’opera.

Il merito e la forza di questa scelta vanno ricercati nella maestria dei due fondatori del Teatro Del Carretto, Maria Grazia Cipriani che ne firma regia ed adattamento e di Graziano Gregori, autentico maestro della scenografia e dell’arte meccanica e di una compagnia brava ed affiatata composta da Giovanni Balzaretti, Nicolò Belliti, Andrea Jonathan Bertolai, Elsa Bossi, Fabio Pappacena, Giacomo Pecchia, Antonio Pomponio e Giacomo Vezzani.
Gli attori sembrano sempre sospesi, in bilico tra forza sovrumana e muscoli coperti da scudi e corazze che rievocano gli eroi, mentre agli dei resta la maschera di feroci bambini che giocano su un doppio binario tra l’infantile innocenza e la forza bruta. È in questo registro che è possibile cogliere tutta la forza di quest’opera così forte e splendida, anche se in scena sono andati – grazie alla cura del testo della regista Maria Grazia Cipriani – quattordici dei ventiquattro canti di Omero, escludendo tutte le vicende sentimentali. L’intento era proprio quello di far risaltare l’elemento virile della guerra tra gli uomini, in lotta per conquistare la vittoria e con essa la gloria eterna.

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