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Unesco, le Mura Venete giocano d’attacco e Bergamo è la portabandiera

È arrivato il via libera della Commissione nazionale Unesco per la candidatura dei “Sistemi di difesa veneziani tra il XV e il XVII secolo”: la candidatura che vede Bergamo come Comune capofila sarà quella sostenuta dall’Italia per quello che riguarda il 2016.

Quando Marcello Piacentini, l’architetto che ha disegnato l’attuale centro di Bergamo, tracciava il futuro aveva preso come riferimento il profilo di Città Alta e delle sue Mura venete. Una cinta muraria, voluta dalla Repubblica Serenissima di Venezia, che a Bergamo è costata palazzi, case e persino una basilica. Era tempi d’arma e di guerra, Venezia difendeva il suo avamposto più occidentale, Bergamo, dalle possibili invasioni.

Bergamo non subì mai nessun attacco, quella barriera di difesa militare è diventata oggi il fiore all’occhiello di un patrimonio. Non solo bergamasco, ma internazionale. La conferma è arrivata nella mattinata di venerdì 22 gennaio con il via libera della Commissione nazionale Unesco per la candidatura dei “Sistemi di difesa veneziani tra il XV e il XVII secolo”: la candidatura che vede Bergamo come Comune capofila sarà quella sostenuta dall’Italia per quello che riguarda il 2016.

“C’è grande soddisfazione per la decisione della Commissione – afferma il Sindaco di Bergamo Giorgio Gori – che ha deciso di validare la candidatura che vede Bergamo comune capofila di un progetto che comprende tre diverse Regioni italiane e tre diversi paesi, Italia, Croazia e Montenegro”.

Il tre sembra essere numero significativo della candidatura, soprattutto se si considera che ha interessato tre diverse amministrazioni, quella di Roberto Bruni, che ebbe l’intuizione con Gianni Carullo di candidare Bergamo in un progetto transnazionale, di Franco Tentorio, che proseguì il percorso convintamente, e infine quella di Giorgio Gori, durante la quale sono stati redatti i documenti che saranno inviati a Parigi e siglati il prossimo 27 gennaio dagli ambasciatori delle nazioni coinvolte. Saranno poi necessari dai dodici ai 18 mesi all’Unesco per il pronunciamento definitivo.

Per comprendere il complesso lavoro svolto è possibile consultare tutte le informazioni sulla candidatura sul sito www.difeseveneziane.com

“Vorrei ringraziare tutti coloro che hanno lavorato a questo progetto, – prosegue Gori – un’iniziativa ambiziosa e complessa, ma che ha fatto scattare attorno a sé quell’elemento partecipativo che è mancato in altre occasioni. La decisione della Commissione è stata unanime: forse è stato proprio il carattere internazionale del progetto l’aspetto decisivo per questo importante riconoscimento e che ha visto prevalere i sistemi di difesa veneziani sulla candidatura di Ivrea. “Mi piace molto pensare che una fortificazione che doveva servire a chiudere la nostra città adesso sia divenuta un ponte per unirla a nazioni diverse”.

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“Siamo molto felici per questo traguardo importante, – dichiara Luciana Frosio Roncalli presidente dell’Associazione Terre di San Marco, l’ente pensato proprio per sostenere la candidatura – al quale siamo arrivati tra mille fatiche e anche momenti di sconforto, ad esempio quando le città di Grecia e Cipro abbandonarono il progetto qualche anno fa. Vorrei però sottolineare quanto i Comuni italiani abbiano saputo fare squadra, abbiano continuato a sostenere la candidatura e non si sono arresi davanti alle difficoltà”.

La candidatura ha ora ufficialmente un logo: realizzato dal bergamasco Woodoo Studio e dal grafico Francesco Chiaro, accompagnerà la candidatura e i rispettivi siti in tre diverse nazioni. Un logo minimalista, che con un’unica linea cattura la caratteristica dei bastioni delle fortificazioni veneziane e ne sottolinea l’appartenenza ad un ambiente di terra e di mare.

unesco lunga

Proprio in questi giorni intanto l’Università degli Studi di Bergamo ha pubblicato un libro sul lavoro di candidatura che ha proposto coinvolgendo i ragazzi delle scuole primarie cittadine, in particolare della Ghisleni di Bergamo Alta. Proprio il rettore Remo Morzenti Pellegrini ha sottolineato “il carattere culturale del progetto di candidatura che non potrà che dare molto alla città in futuro e contribuire a ricadute positive e tangibili per il nostro territorio”.

Sulla stessa linea il geografo Renato Ferlinghetti che afferma: “Le Mura, con questa candidatura, sono pronte a vivere una terza vita: create per difendere la città per proteggerle da attacchi armati, poi per tutelare il borgo antico di Città Alta dalla speculazione edilizia con il boom economico, ora potranno essere ‘diversamente utili’ per dialogare con il mondo e con altre città che vantano le stesse cinta murarie”.

città alta

Foto di Dimitri Salvi

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