BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

Giuseppe Fiorello al Creberg: “La mia vita attraverso Modugno” foto

Quello che lega Giuseppe Fiorello a Domenico Modugno è un sodalizio ormai consolidato. Dopo averne raccontato la storia in televisione con "Volare - La grande storia di Domenico Modugno", Beppe Fiorello torna a prendere in prestito le canzoni del cantautore pugliese per farne la colonna sonora del suo spettacolo teatrale in scena al Creberg.

Quello che lega Giuseppe Fiorello a Domenico Modugno è un sodalizio ormai consolidato. Dopo averne raccontato la storia in televisione con “Volare – La grande storia di Domenico Modugno”,

Beppe Fiorello torna a prendere in prestito le canzoni del cantautore pugliese per farne la colonna sonora del suo spettacolo teatrale: “Penso che un sogno così…”, scritto con Vittorio Moroni per la regia di Giampiero Solari e le musiche dal vivo di Daniele Bonaviri e Fabrizio Palma. Ma si badi bene: quello che porta in scena «non è uno spettacolo su Modugno – precisa Fiorello – quanto sulla mia vita rivissuta attraverso le sue musiche».
Quello che per Marcel Proust era dato dal sapore delle madeleine, per Fiorello è dato dalle musiche e i testi di Modugno, alla ricerca di un tempo ormai perduto: quello dell’infanzia e di un Italia senz’altro più felice e spensierata, quella degli anni del boom economico.
Lo spettacolo, in scena al Creberg Teatro Bergamo il 23 e 24 gennaio, torna dopo il grande successo delle prime due edizioni: circa trecento repliche, numerosi sold out e la candidatura al Premio Le Maschere del Teatro Italiano nella sezione Miglior interprete di monologo.
Fil rouge che lega indissolubilmente la figura di Beppe Fiorello a quella del cantautore di Polignano a Mare è il padre di Fiorello, Nicola, scomparso all’età di 58 anni quando l’attore siciliano era poco più di un “carusu”, un ragazzo nel dialetto siciliano.

Beppe Fiorello

«Ci ha cresciuto con le sue canzoni – racconta Fiorello – e, per giunta, era molto simile a lui».

Stesso baffo a “pennetta” e stessi modi di fare. E, a quanto pare, anche di cantare: «Cantava proprio come Modugno, con le braccia sempre allargate. Il problema è che spesso lo faceva quando eravamo in macchina con lui…».

E ancora: «Interpretare la sua storia, in qualche modo, significa ridare vita a quella di mio padre. E’ senz’altro un modo per rendergli omaggio, tributo». Anzi, doppio tributo: «a mio padre in primis e al padre della canzone italiana». Perchè “Penso che un sogno così…” è anche un «gioco di specchi e sovrapposizioni»: dove Giuseppe incontra sé stesso da bambino e dove le identità di papà Nicola e “papà” Modugno spesso si rincorrono, fino a confondersi l’una con l’altra.

«La nostalgia, del resto, è una sorta di antidoto al mal di vivere di oggi», spiega Fiorello. Ma quella di cui parla l’attore non è una nostalgia fine a sé stessa.

«Non è malinconia. Piuttosto è la volontà di onorare la memoria di un passato certamente migliore, che possa servire da lezione per il nostro presente e il nostro futuro. Non viviamo in una società moderna: lo è soltanto ad uno sguardo superficiale, in quanto spesso arcaica e portatrice di violenza. Bisogna recuperare certi valori. Valori che i nostri padri hanno saputo custodire a lungo e con rispetto. In questo senso, vanno certamente considerati più moderni e avanguardisti di noi. E’ come se al progresso tecnologico non sia del tutto corrisposto un progresso ancor più importante: quello umano».

«Lo spettacolo – continua Fiorello – è anche un modo per riscoprire un tempo lontano e spensierato, che in me è sempre vivo. Un tempo attraverso il quale ripercorro la mia infanzia, la Sicilia e l’Italia di quell’epoca; il progresso, i viaggi e le pantagrueliche riunioni di famiglia».

“Nostalgia canaglia”, verrebbe da dire. Anche se quella no, non era una canzone di Domenico Modugno…

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.