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Ferve il lavoro al cantiere della passerella di Christo sul lago d’Iseo fotogallery video

Inizia con questo articolo un percorso di avvicinamento all'ormai arcinota passerella che Christo allestirà sul Sebino. Da qui all'inaugurazione Chiara Copler, con Bergamonews, vi porterà alla scoperta del territorio, dei lavori, delle attese, degli allestimenti per ricevere i turisti che verranno in massa ad ammirare l'opera.

Inizia con questo articolo un percorso di avvicinamento all’ormai arcinota passerella che Christo allestirà sul Sebino. Da qui all’inaugurazione Chiara Copler, con Bergamonews, vi porterà alla scoperta del territorio, dei lavori, delle attese, degli allestimenti per ricevere i turisti che verranno in massa ad ammirare l’opera.

La passerella di Christo

Mi sono messa in macchina presto giovedì mattina. Erano le 10 circa. Ho scientemente fatto defluire tutto il traffico di chi si sposta per lavoro e sono salita sulla mia Renault.

Punto di partenza casello autostradale di Ponte Oglio con destinazione Sulzano. Mi sono messa alla guida pensando di essere una delle tante visitatrici che questa estate percorreranno le strade bergamasche e bresciane per raggiungere il lago d’Iseo.

Bene, per fortuna che sono natìa del luogo e le strade le conosco, altrimenti l’impresa sarebbe stata ardua. La domanda, che nel corso della giornata ho scoperto essere condivisa dagli operatori turistici, è se le nostre infrastrutture, cartellonistica inclusa, saranno all’altezza.

Perché il colmo, un po’ alla Pierino, sarebbe se Christo riuscisse nell’impresa di collegare la terraferma a un’isola in mezzo al Sebino con un ponte galleggiante e le due provincie facessero “cilecca” sull’asfalto.

Insomma, se cercate Sulzano come indicazione, vi conviene rimanere con l’auto in garage. Il paese fino ad oggi non ha avuto alcuna necessità di segnaletica, questo va detto; è pur vero che di Sulzano, ora, se ne parla persino in Giappone, o in Australia.

Il primo paese che si incontra è Castelli Calepio, o meglio la frazione capoluogo: Tagliuno. Arriviamo direttamente dal casello autostradale al cuore del paese, costeggiando la piazza, per poi scegliere la direzione Capriolo, primo comune del tratto bresciano.

Costeggiamo il fiume Oglio sulla destra. In questo tratto la strada si presenta un po’ stretta, alternata da tornanti, ma soprattutto con qualche crepa nel manto stradale. I nostri occhi vengono subito catturati dal Castello di Calepio, che spicca sulla vallata dell’Oglio. Attraversiamo un piccolo ponte, che divide fisicamente le province di Bergamo e Brescia,  la cui importanza strategica fu la fortuna dei conti Calepio, soprattutto nei periodi delle guerre. Effettuato il suo attraversamento siamo nel comune di Capriolo, che lambiamo soprattutto nella zona industriale e commerciale.

La provinciale ci collega a Paratico, che accoglie il visitatore-autista con una roccaforte medioevale che svetta da un promontorio. Raggiungiamo il lago d’Iseo, e da Paratico fino a destinazione , saremo accompagnati da un percorso ciclopedonale sulla nostra sinistra. Una volta oltrepassato il grazioso paese di Clusane, frazione del comune di Iseo, possiamo dire di essere quasi giunti a destinazione.

Il paesaggio si fa sempre più bello, e la sua vocazione turistica è testimoniata dai numerosi camping e strutture alberghiere che incontriamo.

Appena usciti da Iseo, una macchia bianche galleggiante sulle acque del Sebino catturano la mia attenzione. Il primo ostacolo per sedare la mia curiosità è il parcheggio. Non vi dirò come e dove ho parcheggiato, sarà meglio.  Comunque il tempo trascorso dell primo rombo di mote al casello fino a qui è di circa 30 minuti, mantenendo un andamento entro i limiti di velocità

Mi sono fermata prima di Sulzano. Precisamente a Pilzone d’Iseo. Lo ammetto. E vi spiego il motivo.

E’ proprio dietro il promontorio della Montecolino, ex azienda che faceva lana e filati, ora dismessa, e sede di una Fondazione, che le fucine di Christo sono nel pieno del loro fervore.

La gentilissima proprietaria del Camping Quai di Iseo mi fa entrare nella sua proprietà, dalla quale si ha un’ottima visuale sul cantiere in acqua. Ci spiega, che proprio li è attivo il quartier generale.

Il lavorio è incessante. Uomini vestiti con tute arancioni scorrazzano sul primo tratto di pontile che da sul lago. Poco più in la, si possono vedere delle “corsie” galleggianti.

Le prove sull’acqua e di resistenza , dunque, hanno luogo proprio in questo tratto di lago.

Il custode del camping ci spiega che questi moduli sono formati da lastre che misurano 50 per  40 centimetri ciascuna. Il materiale è del polietilene e il loro assemblaggio avviene direttamente a filo dell’acqua.

Il susseguirsi di questi moduli arriva fino ad una lunghezza di circa 100 metri. Ogni volta raggiunta la lunghezza prestabilita essi vengono allineati uno accanto all’altro, pronti per essere rivestiti con del materiale di feltro e successivamente, da un tessuto color ocra.

Mentre chiacchiero con la signora, entusiasta per l’impatto più che positivo per il settore turistico grazie al ponte galleggiante di Christo, mi dice quasi divertita che i più inaspettati tra i clienti che verranno a soggiornare sulle rive del lago saranno dei giapponesi. In effetti, pensandoci bene, Giapponese e Camping credo siano due parole che non ho mai visto nella stessa frase.

Ma anche questa è la  magia di Christo.

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