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Cassa integrazione: meno 34% a Bergamo

Elaborazione dati della Cisl Lombardia su tutto il territorio regionale. Giacomo Meloni: ma non è ancora abbastanza

Il 2015 segna finalmente per la Lombardia un netto ed evidente ridimensionamento nel ricorso agli ammortizzatori sociali: le richieste in generale di cassa sono calate rispetto al 2014 del 43,1%, dato che si raggiunge sulla base di un calo sensibile in tutte le tipologie di ammortizzatori (ordinaria -28,2%, straordinaria -38,4%, deroga -77,1%). È quanto emerge dall’analisi dei dati Inps effettuata dal dipartimento Mercato del lavoro della Cisl Lombardia.

Si segnala in particolare il deciso ridimensionamento del ricorso alla cassa integrazione straordinaria, che negli ultimi anni non aveva fatto altro che crescere e divenire il principale strumento utilizzato, nonché l’ancora più sensibile calo della deroga, dovuto sicuramente alla riduzione dei periodi di concessione (da 12 mesi a 5) che nel corso dello scorso anno sono stati definiti.

Nella provincia di Bergamo, il calo si attesta al -28,7% nella “ordinaria”, a -20,8% nella “Straordinaria” e a -74,3% nella “ deroga” (che vedrà il suo esaurimento nel 2016, sostituita dai fondi di solidarietà, FIS e FSBA) a partire dal primo luglio 2016. Per un totale di un -33,95%, cioè il calo meno accentuato tra tutte le provincie lombarde a eccezione di Brescia che ha un totale di -31,69%.

“Sebbene possono essere molti i fattori che hanno contribuito a costruire questi risultati, tra cui anche il fatto che diverse imprese hanno terminato la crisi con licenziamenti e che la concessione degli ammortizzatori sta tornando ad essere regolata da criteri più ordinari e tradizionali – commenta Osvaldo Domaneschi, segretario generale Cisl Lombardia -, non vi è dubbio che il principale fattore in gioco sta nel miglioramento del clima economico, produttivo ed occupazionale che anche in Lombardia si sta realizzando. Occorre comunque tenere alto l’impegno per assorbire tutta la disoccupazione – aggiunge – e ripristinare le condizioni pre-crisi, attraverso maggiori investimenti e incentivando l’innovazione, creando così prospettive concrete per i giovani in cerca di lavoro”.

“È un fatto comunque positivo – dice Giacomo Meloni, segretario Cisl Bergamo – che si intreccia con il minor ricorso alla mobilità e il dato positivo sugli avviamenti e le assunzioni a tempo indeterminato nei primi nove mesi del 2015. È necessario anche a Bergamo proseguire sulla strada degli investimenti e dell’innovazione tecnologica per agganciare la ripresa e ridare stabilità occupazionale oltre che aggredire la parte di emarginazione e povertà e dipendenze che oltre sette anni di crisi hanno generato come testimoniano i dati dei centri di ascolto della Caritas e dell’ ASL nel 2014”.

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