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Sviluppo dell’aeroporto, Gori: “Positivo, ora lavoriamo sulle rotte”

Crescita significa più turismo e lavoro, anche se l'impatto ambientale va alleviato fin da subito. E' questa in estrema sintesi la posizione del sindaco di Bergamo Giorgio Gori al termine dell'incontro tra Sacbo, società di gestione dello di Orio al Serio, Enac e i sindaci dell'area aeroportuale.

Crescita significa più turismo e lavoro, anche se l’impatto ambientale va alleviato fin da subito. E’ questa in estrema sintesi la posizione del sindaco di Bergamo Giorgio Gori al termine dell’incontro tra Sacbo, società di gestione dello di Orio al Serio, Enac e i sindaci dell’area aeroportuale.

Il primo cittadino è consapevole che c’è tutto il tempo per confrontarsi con l’azienda e includere nel piano alcune misure rivolte all’attenzione dell’impatto ambientale. “Per me la riunione è stata nel complesso positiva – commenta Gori – perché è l’inizio di un percorso di confronto con le amministrazioni locali. E’ la prima volta, in tutta Italia, che viene scelto un iter partecipativo prima di “chiudere” il piano. Confido che il documento possa essere modificato proprio in ragione del confronto con i Comuni”.

I 14 milioni di passeggeri all’anno entro il 2014 non preoccupano il sindaco di Bergamo, che preferisce dare attenzione alla qualità dei voli. La crescita significativa di movimenti e passeggeri sembra essere coerente con il piano nazionale dei trasporti. La proiezione parla di una ricaduta importante sul lavoro: settemila lavoratori diretti contro gli attuali 4300, più l’indotto. La condizione è chiara: questa crescita non deve portare con sé un peggioramento delle condizioni ambientali. Anzi, chiediamo che si possa migliorare rispetto alla situazione attuale. In questo senso la disponibilità di Enac ad incontrare i sindaci deve essere coerente anche a scala locale: va avviata la procedura di zonizzazione, è fondamentale che quelle prescrizioni camminino insieme al piano di sviluppo. Inoltre c’è tutta la fase di valutazione di impatto ambientale, che comprende un tema sanzionatorio se le previsioni verranno tradite. Personalmente non sono contrario allo sviluppo, ciò che importa è l’impronta ambientale, che può migliorare nel tempo perché il parco aeromobili va sostituito con mezzi che emettono il 40% del rumore in meno. Sempre sulla zonizzazione, vanno fatte delle scelte che guardano alla componente merci e alla parte notturna dei voli: un accordo di tipo commerciale o strategico con un’altra società può essere importante, altrimenti si dovranno fare rinunce perché già ora siamo ad un livello alto”.

L’ultimo capitolo, non meno importante, riguarda il collegamento tra lo scalo e la città di Bergamo. “Nel piano si parla in modo esplicito di collegamento ferroviario, un elemento che viene considerato necessario. La classificazione europea prescrive che lo scalo sia collegato alla rete in ferro ed è un aspetto coerente con le scelte fatte dal ministero dei trasporti. Andiamo nella direzione giusta”.

Commenti

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  1. Scritto da usiamo il cervello

    Il signor Gori sosteneva in campagna elettorale che nessun quartiere di Bergamo doveva superare i 60 decibel. Oggi siamo al doppio e questo vorrebbe farci credere che raddoppiando i voli si riesce a dimezzare il rumore? E l’enorme traffico automobilistico indotto dall’aeroporto continuerà a passare nelle piccole stradine dei quartieri? Gli altri sindaci difendono i loro cittadini, qui si fa solo l’azionista Meditate gente, meditate…