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Sparò a una donna a Gorle e poi a un uomo a Scanzo: condannato

Si è concluso il processo ai danni di Sergio Bonassoli, il 34enne geometra incensurato e disoccupato di Scanzorosciate, arrestato il primo luglio scorso

E’ stato condannato a due anni di reclusione (con sospensione condizionale della pena) per lesioni aggravate dall’uso di una pistola non denunciata.

Si è concluso il processo, con rito abbreviato (sconto di un terzo sulla pena finale) ai danni di Sergio Bonassoli, il 34enne geometra incensurato e disoccupato di Scanzorosciate, arrestato il primo luglio scorso dopo che aveva sparato a una donna e a un uomo.

Il primo episodio era avvenuto intorno alle 19 a Gorle. Bonassoli era al volante della sua auto e, altezza del ponte, aveva improvvisamente inchiodato. La vettura che lo seguiva aveva rischiato di tamponarlo. Lui aveva preso una pistola che aveva nel cruscotto, era sceso e aveva sparato un colpo contro la donna al volante, che fortunatamente era andato a vuoto.

Era poi risalito in auto e si era diretto Scanzo, dove in un terreno di via Polcarezzo aveva incrociato un uomo, proprietario del campo, che gli aveva chiesto che cosa ci facesse nella sua proprietà. Senza rispondere, aveva esploso un colpo di pistola, questa volta colpendo l’uomo a una coscia. Era quindi fuggito a casa, dove i carabinieri l’avevano arrestato un’ora dopo.

Nel corso del processo al tribunale di via Borfuro a Bergamo, Bonassoli aveva cercato cercato di difendersi spiegando di essere ubriaco quella sera.

Il pubblico ministero Fabrizio Gaverini aveva avanzato una richiesta di condanna a 4 anni e 4 mesi e la derubricazione dell’accusa originaria di tentato omicidio in quella di lesioni aggravate dall’utilizzo della pistola. Il giudice Alberto Viti ha accolto la richiesta, ma ha deciso per una pena inferiore.