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Scontri con la polizia dopo Atalanta-Inter: ecco le “armi” sequestrate agli ultrà fotogallery video

Bastoni, sassi, fumogeni, passamontagna e giubbetti della Curva Nord

Bastoni, sassi, fumogeni, passamontagna, guanti e giubbetti della Curva Nord. E’ il materiale sequestrato ai dieci ultrà arrestati al termine della guerriglia in centro di sabato sera dopo di Atalanta-Inter, con sette poliziotti feriti.

Sette ultrà sono ancora rinchiusi in carcere, tre sono finiti ai domiciliari. Ma le indagini proseguono per identificare altri ultrà dei 40 che hanno partecipato all’assalto. Gli inquirenti stanno passando al setaccio le immagini delle telecamere che hanno ripreso le scene e si dichiarano fiduciosi.

Secondo quanto ricostruito gli scontri sono iniziati intorno alle 17.45, nel tragitto che porta i bus dei tifosi interisti al parcheggio di via Autostrada (ritrovo dei tifosi ospiti) scortati dalla polizia. La guerriglia esplode il corteo di bus e camionette raggiunge l’incrocio tra via Maj e via Taramelli. E’ lì che da una strada laterale spuntano una quarantina di ultrà atalantini, incappucciati e con indosso i passamontagna, oltre che armati di bastoni, sassi e bombe carta.

Iniziano così un lancio di oggetti contro i pullman e provano anche a raggiungere i rivali interisti. Ma l’offensiva viene arginata dalla polizia, con un principio di incendio di una volante a causa dei botti lanciati all’interno.

Inizia quindi l’inseguimento per cercare di catturarli. I tifosi bergamaschi fuggono lungo via Taramelli e raggiungono via Camozzi, dove provano un assalto con sassi e bastoni contro gli agenti. Che però non demordono e proseguono la caccia, coadiuvati anche dall’elicottero della polizia che segue i fuggitivi.

I numerosi passanti del sabato pomeriggio, a piedi e in auto, non capiscono cosa stia succedendo in pieno centro. Il traffico è in tilt.

Gli ultrà corrono lungo via Tasso, dove provano una nuova offensiva contro le forze dell’ordine. Raggiungono quindi via Pignolo e da lì arrivano fino in Città Alta. E in Colle Aperto che scattano i primi arresti.

Altri ultrà riescono a fuggire, passano da porta San Lorenzo e raggiungono la zona dello stadio. Alcuni provano persino a nascondersi nei cortili delle abitazioni, con gli stessi residenti che avvertono gli agenti della loro presenza. Altri riescono a dileguarsi.

Alla fine il bilancio è di dieci ultrà arrestati, tutti maggiorenni, e di sette agenti feriti nelle varie fasi degli scontro, oltre che di alcuni mezzi della polizia danneggiati. E di una intera città che per un pomeriggio è stata sotto assedio.

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