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Multa di 6 mensilità a chi bara sul cartellino: le novità della riforma

Il consiglio dei ministri ha dato il via libera ai primi undici decreti attuativi che compongono la riforma della Pubblica Amministrazione: più severe del previsto le sanzioni per i furbetti del cartellino.

E’ iniziata ufficialmente nella notte tra mercoledì 20 e giovedì 21 gennaio la riforma della Pubblica Amministrazione: il consiglio dei ministri ha infatti dato il via libera ai primi undici decreti attuativi che ora passeranno all’esame del Parlamento.

Via libera con qualche sorpresa, come quella legata al chiacchieratissimo licenziamento per i dipendenti pubblici sorpresi a barare sulla presenza al lavoro: i provvedimenti, in caso di accertamento dell’infrazione, sono infatti più severi di quanto si era finora ipotizzato. La novità principale è la presenza di multe, anche salate, oltre al licenziamento in tempi più rapidi: in caso di danno d’immagine all’amministrazione e condanna, la sanzione non sarà inferiore ai sei mesi di stipendio.

Altro decreto passato nella notte è quello suggerisce alle amministrazioni una revisione delle società partecipate: dopo un anno e mezzo dovranno eliminare quelle non necessarie, quelle con fatturato sotto il milione o che contano più amministratori che dipendenti. Una novità che non piace moltissimo ai sindacati per i tanti esuberi che potrebbero causare i tagli e che finiranno in un maxi listone in attesa di assunzione da parte di altre aziende.

Come annunciato dal ministro Marianna Madia sono stati poi ridotti i tempi burocratici per gli investimenti: dimezzati quelli per le opere pubbliche, insediamenti produttivi e attività imprenditoriali rilevanti.

Importante anche l’approvazione del Regolamento sulle nuove classi di concorso, attesissimo dal mondo della scuola e in particolare dai 20mila insegnanti che si candideranno: un “sì” che consentirà di distribuire i 63.712 posti messi a bando probabilmente nel mese di febbraio per le assunzioni nel prossimo triennio.

Si gioca al risparmio sulle società pubbliche, da quelle che gestiscono l’acqua a quelle dei rifiuti: incentivi all’aggregazione su base territoriale per la creazione di veri e propri distretti disciplinati dalle Regioni.

Nelle amministrazioni la parola d’ordine sarà trasparenza, con i siti istituzionali che dovranno informare i cittadini ad esempio dei debiti accumulati o il tempo medio di attesa delle prestazioni sanitarie e permettere il libero accesso agli archivi pubblici con ricezione degli atti richiesti entro 30 giorni.

Una grande novità riguarda poi il Corpo forestale dello Stato, accorpato all’Arma dei carabinieri: complessivamente circa 7mila uomini che cambieranno divisa, alcuni anche migrando verso Finanza e Polizia.

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