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La mamma di uno degli ultrà arrestati: “Spero venga dimostrata la sua totale estraneità”

Le parole della madre di G.P., uno dei 10 ultrà arrestati sabato dopo gli scontri con la polizia al termine di Atalanta-Inter, in cui sono rimasti feriti 7 agenti

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“G. è finalmente tornato casa. Sta bene ed è tranquillo”. Sono le parole della mamma di G.P., il più giovane dei 10 ultrà arrestati sabato dopo gli scontri con la polizia al termine di Atalanta-Inter, in cui sono rimasti feriti 7 agenti.

La donna ha pubblicato un post liberatorio sulla sua pagina Facebook e su quella del figlio, 18 anni compiuti lo scorso ottobre. Nato a Bergamo, cresciuto di Pietra Ligure (Savona), ma da qualche mese residente in provincia di Bergamo, dove gioca come attaccante nella Grumellese (Serie D). Il padre è stato presidente del Savona Calcio.

Nel pomeriggio di mercoledì, dopo la decisione del giudice per le indagini preliminari Marina Cavalleri, ha lasciato il carcere di via Gleno dove era rinchiuso, ed è stato trasferito come altri due ultrà, agli arresti domiciliari. Gli altri 7, tra cui un tedesco di 23 anni arrivato da Francoforte per la partita, restano invece in cella.

G.P. al gip avrebbe raccontato di essersi trovato per caso in mezzo agli scontri in via Maj, mentre stava andando a prendere il treno per tornare a casa dopo la partita. Temendo di essere coinvolto, sarebbe scappato seguendo il gruppo. Una versione ritenuta poco credibile dal giudice, anche perché il giovane è stato arrestato dalla polizia in Valverde.

Ad attenderlo mercoledì fuori dal carcere la mamma, che lo ha abbracciato prima di scoppiare in lacrime insieme a lui: “Purtroppo per il momento non può comunicare e vedere nessuno, a parte la sua famiglia – prosegue la donna su Facebook – . Da parte sua, tengo a farvi sapere che tutta questa solidarietà non lo fa sentire solo e gli fa capire quanto affetto avete nei suoi confronti, quanto credete nella sua persona, cari amici vicini e lontani”

G.P., che sulla propria pagine Facebook ha diverse immagini che riguardano l’Atlanta e il mondo ultrà (come questa in alto), è accusato insieme agli altri di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamenti: “Spero che presto verrà dimostrata la sua totale estraneità alle accuse pesantissime che gli vengono imputate – l’augurio della mamma – . Ricordiamoci però che ci sono altri ragazzi in carcere e che la solidarietà deve andare anche a loro. Grazie ancora”, conclude la donna con alla fine del messaggio due puntini neri e azzurri.

 

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