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Piano anti smog, ecco i tre livelli di emergenza in Bergamasca

Nell’incontro che si è tenuto mercoledì mattina negli uffici della Provincia, il tavolo tecnico dei Comuni dell’area critica 1 ha elaborato una proposta per un protocollo di emergenza da applicare automaticamente al superamento dei livelli di polveri sottili.

Nell’incontro che si è tenuto mercoledì mattina negli uffici della Provincia, il tavolo tecnico dei Comuni dell’area critica 1 ha elaborato una proposta per un protocollo di emergenza da applicare automaticamente al superamento dei livelli di polveri sottili per un numero stabilito di giorni consecutivi. La proposta verrà ora sottoposta al vaglio dei sindaci sia dell’area critica 1 e che dell’area critica 2.

All’incontro erano presenti i rappresentanti della Provincia, dei Comuni di Seriate, Bergamo e Azzano San Paolo, Arpa, Atb e Ats (ex Asl). Il documento che è stato prodotto individua una serie di azioni da attivare in base a tre livelli di emergenza: superamento del limite di Pm10 per dieci giorni consecutivi, per venti giorni consecutivi e infine trenta giorni consecutivi. Le misure proposte sono di varia natura e riguardano tutte i 37 Comuni dell’area 1, coinvolgendo però progressivamente anche i 74 Comuni dell’area 2 al perdurare dell’emergenza.

Nel valutare la scelta delle azioni da proporre il tavolo ha tenuto conto anche delle stime circa la loro efficacia e degli studi sulle fonti di inquinamento che sono stati forniti da Arpa. “Entro i prossimi 2 giorni avremo il testo definitivo che manderemo ai Comuni. Sono comunque molto soddisfatto perché le azioni che abbiamo concordato coprono diversi ambiti di intervento – commenta Jonathan Lobati, consigliere delegato che sta coordinando i lavori del tavolo – accanto ai provvedimenti di limitazione del traffico abbiamo pensato a misure di contenimento riguardanti il riscaldamento pubblico e privato, e in particolare l’utilizzo di legna e pellet, che come confermato da Arpa contribuiscono in maniera forte all’inquinamento dell’aria. Da sottolineare anche il coinvolgimento dell’area critica 2, che porterebbe a 111 i Comuni impegnati nel contenimento delle polveri sottili”.

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