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La decisione del giudice: 7 ultrà restano in carcere, 3 ai domiciliari video

Tra i tre ai domiciliari anche il più giovane degli arrestati: G.P., 18 anni, originario di Pietra Ligure

Sette ultrà restano in carcere, tre vanno agli arresti domiciliari. E’ quanto ha stabilito il giudice per le indagini preliminari Marina Cavalleri che si occupa del caso degli scontri con la polizia avvenuti in centro città dopo Atalanta-Inter, con sette agenti feriti.

Tra i tre ai domiciliari anche il più giovane degli arrestati: G.P., 18 anni, originario di Pietra Ligure (Savona) ma da qualche mese residente in provincia di Bergamo, dove gioca a calcio in una squadra di Serie D, la Grumellese. Nel corso dell’interrogatorio di convalida aveva raccontato di essersi trovato per caso in mezzo agli scontri: al momento dell’arresto si era messo a piangere, chiedendo di poter chiamare la mamma al telefono.

“Non c’entriamo con i tafferugli avvenuti con la polizia sabato sera nel centro di Bergamo”, queste le parole fornite al gip dagli arrestati.

Tutti avevano parlato tranne uno, G.D., 24 anni di Villongo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

Tutti gli indagati hanno fornito la medesima versione dei fatti, dichiarandosi “estranei agli scontri, e di essere in giro per Bergamo quella sera solo per bere qualcosa dopo la partita”.

Tra gli arrestati anche un tedesco di 23 anni, nato e residente a Francoforte, in Germania, un supporter dell’Eintracht, squadra tedesca la cui tifoseria è gemellata con quella della Curva Nord.

Sono tutti accusati di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamenti. Ci sono anche due ultrà già daspati, che devono rispondere anche di violazione del divieto. Il provvedimento scatterà per tutti.