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Riforma appalti, Sanga e Bettineschi: “Stop corruzione, stop massimo ribasso”

Lunedì 18 Gennaio la Scuola Edile di Seriate ha ospitato il Convegno "Appalti, si cambia verso" promosso dal parlamentare Giovanni Sanga, membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, in collaborazione con Ance Bergamo.

E’ stata approvata dal Senato la legge delega sulla riforma degli appalti. Una riforma che, secondo gli estensori, può far ripartire l’Italia dal momento che il settore muove oltre 100 miliardi di euro, impiegando il 18% del Pil nazionale. Una riforma molto attesa per un settore strategico del Paese, quello delle costruzioni, che potrebbe rappresentare una spinta al rilancio attraverso la redazione di un quadro normativo più snello, edificato su principi di trasparenza, qualità di progettazione e semplificazione delle procedure.

Lunedì 18 Gennaio la Scuola Edile di Seriate ha ospitato il Convegno “Appalti, si cambia verso” promosso dal parlamentare Giovanni Sanga, membro della Commissione Finanze della Camera dei Deputati, in collaborazione con Ance Bergamo. Il convegno ha esplorato i temi connessi al nuovo disegno di legge che getterà le basi per l’approvazione del Nuovo Codice Appalti.

La riforma in corso dovrà recepire nell’ambito dell’ordinamento italiano entro il 18 aprile 2016 le Direttive 2014/23/Ue sui contratti di concessione, 2014/24/Ue sugli appalti pubblici e 2014/25/Ue sulle procedure d’appalto degli enti erogatori nei settori dell’acqua, dell’energia, dei trasporti e dei servizi postali.

Cuore della riforma è il ruolo centrale che il disegno di legge affida all’Anac di Raffaele Cantone: conseguenza quasi naturale delle tante inchieste sulla corruzione che hanno “bollato” il mondo degli appalti negli ultimi mesi. Occhio anche al rapporto qualità-prezzo: sia per gli appalti che per le concessioni varrà l’offerta economicamente più vantaggiosa. Stop quindi alle valutazioni di mero carattere economico a scapito della qualità e stop al massimo ribasso. Stop definitivo anche alle deroghe, tranne in caso di calamità naturali.

“Efficienza, concorrenza e anticorruzione sono le sfide per un Paese che vuole riprendere a crescere. Se da un lato Parlamento e Governo stanno facendo la loro parte sul fronte legislativo, anche le eccellenze dei territori sono chiamate a dare il proprio contributo – ha dichiarato Giovanni Sanga – Quella in atto è una riforma ambiziosa, che intende porre fine all’era dei contenziosi, degli stravolgimenti e delle instabilità normative; delle difficoltà delle imprese, della burocrazia soverchiante, delle infiltrazioni di stampo criminale, dei cantieri aperti e delle opere incompiute.  Un’era all’insegna di semplificazione e trasparenza”.

Gli fa eco Ottorino Bettineschi, presidente di Ance Bergamo: “Il 2016 è considerato un anno d’inversione di tendenza per il mondo dell’edilizia. Auspichiamo che, oltre all’abolizione del Patto di Stabilità che potrà liberare risorse per le opere pubbliche, anche la Riforma del Codice degli Appalti possa contribuire al rilancio del settore unitamente a maggiori garanzie di trasparenza, celerità e qualità per committenti, aziende, operatori del settore e cittadini”.

Dal 2008 al 2015 sono circa 1.300 le imprese di costruzioni che hanno chiuso i battenti sul territorio bergamasco e 12.000 gli operai licenziati, buona parte dei quali si trovano ora in cassa integrazione. “Una crisi senza precedenti – ha commentato Bettineschi – che da una parte ha comportato un calo degli investimenti nelle opere pubbliche di circa il 50% e, dall’altro, un aumento del 17% della spesa corrente. Questa legge delega è importante proprio perchè volta a rimettere in moto un settore che si appresta a vivere una grande fase di cambiamento. Una fase che necessita di nuovi strumenti, in grado di supportarne e accelerarne i processi di crescita”.

Quali? “Sostenibilità ambientale, qualità del vivere, innovazione tecnologica e riqualificazione del territorio saranno i carburanti dell’edilizia del futuro” spiega Bettineschi.

Una metamorfosi culturale ancor prima che tecnologica, che potrebbe passare dalla progressiva digitalizzazione del settore: “Questo attraverso l’introduzione del BIM, il Building Information Modeling che permette ad architetti, ingegneri, proprietari e società edili che realizzano edifici e infrastrutture di utilizzare modelli in 3D digitali per collaborare e supportare i progetti durante il loro ciclo di vita: dalla progettazione e documentazione alla costruzione e al supporto in cantiere”.
Un modello con il quale, tuttavia, l’Italia deve ancora prendere confidenza rispetto ad altri paesi dell’Unione Europea: Olanda, Danimarca e Regno Unito in primis.

“Ma nell’edilizia che cambia sarà altrettanto importante curare i rapporti tra pubblico e privato, premiare le imprese meritevoli e la territorialità, garantendo la corretta applicazione dei contratti di lavoro”, conclude Bettineschi.

ance bettineschi

Al convegno, in qualità di relatori, sono intervenuti anche Raffaella Mariani, deputata e relatrice della legge delega sugli appalti; Edoardo Bianchi, vicepresidente nazionale Ance; Angelo De Zotti, presidente Tar Lombardia-Milano e Pierluigi Mantini, del Consiglio di presidenza della Giustizia amministrativa e della Commissione tecnica del Governo per il nuovo codice.

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