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Primo passo verso i “cantoni”, ecco il comitato regionale delle riforme

Presieduto dal governatore Roberto Maroni, affiancato dal sottosegretario alle riforme istituzionali, enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata Daniele Nava, si e' insediato a Palazzo Lombardia, il Comitato Riforme.

Presieduto dal governatore Roberto Maroni, affiancato dal sottosegretario alle riforme istituzionali, enti locali, Sedi territoriali e Programmazione negoziata Daniele Nava, si e’ insediato a Palazzo Lombardia, il Comitato Riforme, che ha visto la partecipazione dei presidenti delle Commissioni del Consiglio
regionale e dei rappresentanti di Anci, Upl e Unioncamere. Tra loro anche il presidente della Provincia di Bergamo Matteo Rossi.

Si tratta, come ha spiegato lo stesso presidente Maroni, aprendo i lavori, di una “cabina di regia che cominci a immaginare un modello di riforma del Sistema delle
autonomie, dando per scontata (cosa che scontata non e’) l’approvazione della riforma costituzionale. Voglio capire cosa ci conviene fare in questa ipotesi ed essere pronto, tra fine 2016 e inizio 2017, con un Sistema delle autonomie, che, attuando la riforma costituzionale, innovi il nostro sistema”.

Compito del Comitato sara’, “formulare la proposta di un nuovo ordinamento delle autonomie, che dovra’ essere adottata con legge nazionale. Credo sia giusto
cominciare a lavorare in questa prospettiva e definire il nuovo modello del sistema delle autonomie, tenendo conto che ci saranno gli enti di area vasta (che io ho chiamato ‘cantoni’)”. Altri elementi importanti, secondo il presidente, dovranno essere “la specificita’ montana e la presenza della Citta’
metropolitana”.

Primo compito del Comitato Riforme, nel cui ambito nascera’ anche un Gruppo di lavoro tecnico, sara’ elaborare un documento di lavoro da distribuire ai
Tavoli che saranno istituiti in tutte le province come base di partenza. “Vogliamo arrivare entro giugno con un modello condiviso di governance della Lombardia – spiega il presidente bergamasco Rossi – partendo da tre principi: istituzioni forti e territori competitivi, semplificazione da 12 province attuali a 7/8. Il terzo è l’ulteriore semplificazione di quello che sta sotto le aree vaste, cioè le aree omogenee. Io ho portato l’esempio della nostra provincia e del lavoro fatto negli ultimi mesi. Comincerà un tour dei territori in cui verranno raccolte le opinioni di operatori e associazioni di categoria”.

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