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Interrogati i dieci ultrà in carcere: “Non c’entriamo con gli scontri” video

Nel frattempo a Frosinone, dove l'Atalanta è impegnata sabato alle 18, si organizza lo schieramento di forze dell'ordine

“Non c’entriamo con i tafferugli avvenuti con la polizia sabato sera nel centro di Bergamo”. Di fronte a al giudice per le indagini preliminari Marina Cavalleri hanno provato a giustificarsi in questo modo gli ultrà arrestati per gli scontri con la polizia dopo Atalanta-Inter, in cui sono rimasti feriti sette agenti.

Tutti hanno parlato tranne uno, G.D., 24 anni di Villongo, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tutti gli indagati hanno fornito la medesima versione dei fatti, dichiarandosi “estranei agli scontri, e di essere in giro per  Bergamo quella sera solo per bere qualcosa dopo la partita”.

Il più giovane G.P., 18 anni, di Trescore Balneario, domiciliato a Pietra Ligure (Savona), da qualche mese abita in provincia di Bergamo, dove gioca a calcio in una squadra di Serie D, la Grumellese, ha raccontato di essersi trovato per caso negli scontri: al momento dell’arresto si era messo a piangere, chiedendo di poter chiamare la mamma al telefono.

Tra gli arrestati anche un tedesco di 23 anni, nato e residente a Francoforte, in Germania, un supporter dell’Eintracht, squadra tedesca la cui tifoseria è gemellata con quella della Curva Nord.

Sono tutti accusati di violenza, resistenza, lesioni e danneggiamenti. Ci sono anche due ultrà già daspati, che devono rispondere anche di violazione del divieto. Il provvedimento scatterà per tutti.

Gli arresti sono stati convalidati dal gip, in attesa della decisione sulle misure cautelari prevista mercoledì.

Nel frattempo a Frosinone, dove l’Atalanta è impegnata sabato alle 18, dopo gli episodi di sabato a Bergamo, venerdì è in programma un tavolo in questura per organizzare lo schieramento di forze dell’ordine da schierare in vista dell’arrivo dei tifosi nerazzurri. Che comunque non dovrebbero essere numerosi.

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