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Dipendenti pubblici assenteisti: licenziamento obbligatorio, retribuzione sospesa

Approda mercoledì 20 gennaio in Consiglio dei Ministri il decreto legislativo anti furbetti della Pubblica Amministrazione: procedimento disciplinare più veloce, da concludersi entro 30 giorni, sospensione immediata da lavoro e retribuzione entro due giorni dall'accertamento dell'infrazione.

Inizia a delinearsi con maggiore chiarezza il decreto legislativo che punta a mettere fine al fenomeno dell’assenteismo nella Pubblica Amministrazione e che approda mercoledì 20 gennaio in Consiglio dei ministri.

Unico obiettivo della legge, a quanto pare, sarebbero i furbetti che barano sulla presenza in servizio e che andranno incontro ad una sospensione obbligatoria e senza contraddittorio da lavoro e retribuzione entro due giorni (48 ore) dall’accertamento dell’infrazione. Di pari passo si accelerano anche i tempi per il procedimento disciplinare che dovrà concludersi entro 30 giorni e non più 60.

Una volta accertata la falsa attestazione della presenza in servizio, il licenziamento sarà obbligatorio e più rapido mentre attualmente la decisione è legata esclusivamente alla gravità del fatto e a reati contro la Pubblica Amministrazione: a rilevare l’infrazione saranno il dirigente o l’ufficio per i procedimenti disciplinari che potranno farlo, se non in flagranza di reato, attraverso eventuali telecamere.

Il dipendente scoperto a barare sul cartellino avrà la possibilità di difendersi ma qualora il dirigente non prenda provvedimenti nei suoi confronti sarà lui stesso a subire un licenziamento disciplinare.

Commenti

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  1. Scritto da Patrizio

    E’ sulla bocca di tanti Italiani che i dipendenti del pubblico impiego colti in atti gravi non vengono licenziati perche’ i sindacati li proteggono.
    Credo sia falso. La colpa è del dirigente che non procede anche se c’è l’accertamento.
    I dirigenti statali hanno stipendi troppo alti e poche responsabilità a cui rispondere.
    1° ridurre i mega stipendi, 2° devono avere più responsabilità quando c’è qualcosa che non va.