BergamoNews.it - Bergamonews notizie in tempo reale da tutta Bergamo e provincia: cronaca, politica, eventi, sport ...

“The Revenant”, il film con DiCaprio è un’autentica forza della natura

"The Revenant - Redivivo", con Leonardo Di Caprio e Tom Hardy, è il sesto film del regista messicano Alejandro González Iñárritu (premio Oscar nel 2015 con Birdman). La pellicola è una classica storia di vendetta sullo sullo sfondo di un magniloquente quadro terrestre.

Titolo: The Revenant – Redivivo

the revenant

Regia: Alejandro González Iñárritu

Genere: drammatico/avventura

Durata: 156 minuti

Interpreti: Leonardo DiCaprio, Tom Hardy

Voto: 7

Attualmente in visione: Uci Cinemas

Durante una spedizione, il cacciatore di pellicce Hugh Glass (Leonardo DiCaprio) è ridotto in fin di vita dall’attacco improvviso di un grizzly. Andrew Henry, capitano della compagnia, decide così di tornare al forte e lasciare tre dei suoi uomini a vegliare sul corpo lacerato e sanguinante del compagno. Percosso dall’idea di un imminente attacco indiano, il cinico e brutale Fitzgerald (Tom Hardy) uccide Hawk, il figlio di Glass, sotto gli occhi impotenti del padre, fuggendo col compagno in cerca di riparo. Contro ogni previsione, Glass sopravvive alla Natura, rimettendosi in cammino completamente solo, mosso da una sete di vendetta tanto disperata quanto implacabile.

The Revenant – Redivivo” fiuta le orme del leggendario trapper statunitense Hugh Glass, le cui memorabili imprese sono già state narrate nel libro di Michael Punke – dal quale prende spunto il film – e in “Uomo bianco, va’ col tuo dio! (Man in the Wilderness)” film del 1971 diretto da Richard C. Sarafian.

La pellicola è il sesto lavoro firmato da Alejandro González Iñárritu, regista di Birdman – film del 2014 interamente girato con l’utilizzo del piano sequenza – che fece incetta di premi conquistando l’Oscar del 2015 per miglior film, miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior fotografia.

Un’odissea di 2 ore e 36 minuti condita da pochi ed essenziali dialoghi, propulsori di una corrente filmica che scorre da sola, impetuosa ed impietosa, come la Natura catturata dalla sublime fotografia di Emmanuel Lubezki: teatro primordiale di uno spettacolo che si ripete da milioni di anni: quello per la lotta alla sopravvivenza. Uno spettacolo dove pistole e fucili diventano l’estensione naturale di arti deboli, altrimenti incapaci di difendersi da soli.

Ecco quindi i sentieri selvaggi di Iñárritu: fatti di cime innevate, esili raggi di sole, correnti gelide, carcasse imputridite, scintille di fuoco e vita che cercano conforto nel buio della notte.

Quel che ne esce è un vero e proprio tributo visivo degno del National Geographic; un tributo ad una Natura atavica, incontaminata e, a tratti, persino lisergica; che senz’alcun dubbio rappresenta il valore aggiunto di un prodotto filmico ben confezionato, ma contenutisticamente nemmeno troppo distante dai tanti revenge-movie che affollano le sale. Una storia di vendetta nuda e cruda, sullo sfondo di un magniloquente quadro terrestre.

Le scene da ricordare non mancano: quella dell’assalto indiano all’accappamento dei trappers – filmata ancora una volta in piano sequenza – e quella iperrealista del duello all’ultimo sangue tra l’uomo e l’orso valgono da sole il prezzo del biglietto.

Tom Hardy più che Di Caprio: uno che l’Oscar, comunque, se lo sarebbe già meritato parecchio tempo fa.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di BergamoNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.