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Collettivo bocciato: Foppa, il 2016 non poteva iniziare in modo peggiore

Doveva essere una festa, davanti ad un PalaNorda tutto esaurito. Invece è stata una doccia scozzese. La Foppa inizia infatti nel peggiore dei modi il 2016 e il girone di ritorno.

Nel primo incontro dopo la sosta, necessaria per la disputa del torneo preolimpico di Ankara, le rossoblù sono incappate in un pesante ko casalingo in tre set contro la capolista Conegliano, guidata in panchina dall’ex Mazzanti. Le Pantere, come già avvenuto all’andata, hanno dimostrato di saper ripartire con il giusto slancio, di mettersi alle spalle rapidamente il periodo di inattività, ritrovando subito gli automatismi di squadra, nonostante fossero giunte a Bergamo a corto di allenamenti insieme e ancora prive dell’ex Arrighetti (esordio per Crisanti).

Una squadra che si è però dimostrata attrezzata in ogni reparto, con individualità notevoli e un tecnico abile nella gestione del gruppo e negli accorgimenti tattici: probabilmente la favorita numero uno per il titolo.

Foppa

Al di là dei meriti indiscutibili delle Pantere, trascinate da una Easy sontuosa in barba al viaggio intercontinentale (71% in attacco, 17 punti), a far discutere e storcere il naso è stata la non-prestazione fornita dalle rossoblù. Perché con Conegliano si può anche perdere, ma non così.

E non inganni quel primo set chiuso 23-25, con le nostre rimaste agganciate al treno veneto solo per i 10 errori punto delle avversarie che hanno illuso di potersela giocare alla pari. Aggiustata la rotta, le Pantere dal secondo hanno messo il turbo non concedendo quasi più nulla e volando via verso una vittoria certamente più agevole del previsto.

A deludere in casa Foppa è stato il collettivo, l’atteggiamento, l’insieme di tutti i fondamentali.

Male primario non è stata la ricezione, tallone d’Achille in passato, ma soprattutto l’attacco (28%), con Gennari al 25%, Plak controfigura di se stessa e la sostituta Sylla incapace di mettere a terra la palla (oltre a pagare come sempre un dazio spropositato in ricezione): 13% con 2 punti. A salvarsi al centro Aelbrecht e la solita opposta Barun, anche se pure loro al di sotto degli standard. Al punto che in tre set nessuna rossoblù ha raggiunto la doppia cifra.

Foppa

Ma cosa è successo alle ragazze?

Difficile spiegare una simile metamorfosi, non basta nemmeno l’alibi delle precarie condizioni fisiche di Plak.

A dicembre la squadra aveva reagito ad un brutto momento di crisi con alcune prestazioni di livello che lasciavano presagire un girone di ritorno con il vento in poppa, in rimonta verso le prime posizioni, obiettivo dichiarato a inizio stagione. Invece questa sconfitta non solo riapre interrogativi sul reale valore e sulla completezza dell’organico (siamo sempre in undici, le altre si rinforzano, la Foppa no), soprattutto dal punto di vista della cattiveria agonistica e della tenuta mentale, ma ricaccia indietro le rossoblù al settimo posto, data la contemporanea vittoria di Scandicci a Busto.

E i punti di distacco dal duo di testa Imoco-Casalmaggiore salgono a 10, praticamente incolmabili. Con il tandem Piacenza-Novara, terza e quarta, a 9 punti di distanza.

In pratica le rossoblù, che già vedono all’orizzonte un quarto di coppa Italia difficilissimo a Novara in gara secca a causa del deludente sesto posto dell’andata, giocheranno per aggiudicarsi almeno il quinto posto, posizione lontana dalle ambizioni, che porterà ad una difficile rincorsa verso lo scudetto.

Anzi diciamolo: mai in passato una squadra in questa situazione di classifica a gennaio si è poi laureata Campione d’Italia. Servirà quindi un miracolo.

Tutto ciò mentre all’orizzonte si profila un altro scontro diretto contro Casalmaggiore, che vinse all’andata in quattro set. Quella di domenica sarà una partita difficilissima, contro una delle bestie nere delle rossoblù.

Ma da adesso in poi è vietato sbagliare.

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