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Alzano ad alta tensione: dimissioni in massa dal consiglio, nervi tesi Pd-Giunta

Continua ad avere strascichi la crisi amministrativa di Alzano Lombardo: dopo le dimissioni del sindaco Nowak arrivano anche quelle in massa di Gente in Comune. Pesante botta e risposta, a suon di comunicati, tra Pd e sindaco sulle ragioni che hanno portato alla spaccatura.

I consiglieri di Gente in Comune si sono dimessi in massa dal consiglio comunale di Alzano Lombardo: Vladir Alberti, Manuel Bonzi, Paola Cortesi, Roberta Ferraris, Francesco Ludrini, Matteo Marchi, Cinzia Nessi, Martinella Valoti e Mario Zanchi lo hanno fatto lunedì 18 gennaio “con decorrenza immediata essendosi interrotto il rapporto di fiducia con il Sindaco e parte della Giunta che ella rappresenta”, dopo un weekend ad alta tensione in cui ha lasciato il primo cittadino Annalisa Nowak e non sono mancati gli scontri interni all’ex maggioranza.

“Ci siamo presentati agli Alzanesi promettendo un cambiamento nel rapporto tra amministrazione e cittadini – spiegano – che portasse ad un maggior coinvolgimento nel progetto decisionale delle questioni pubbliche sintetizzato già nel logo stesso del nostro gruppo. Si trattava di un progetto ambizioso che però a distanza di soli 18 mesi non siamo riusciti a realizzare e che oggi nostro malgrado dobbiamo certificare di non poter raggiungere con questa Amministrazione che ha visto troppe volte registrare una separazione con i cittadini considerati alla stregua di consumatori finali di decisioni presa da una Giunta con la quale spesso ci siamo trovati in disaccordo. Una visione accentratrice e personalistica della politica nella quale non ci riconosciamo che, anziché favorire il dialogo, confronto e partecipazione ha prodotto lacerazioni e divisioni nei nostri rapporti con Sindaco e parte della Giunta generando delusioni nei cittadini ai quali non sono state date risposte adeguate alle loro richieste”.

Un comunicato che non nasconde le tensioni nate all’interno della stessa maggioranza, emerse in modo limpido dopo le dimissioni di Nowak, rassegnate non senza togliersi qualche sassolino dalle scarpe: in una nota anche il Partito Democratico ha illustrato le proprie verità, elencando con amarezza e delusione le ragioni della richiesta di rimpasto, respinte nei fatti dall’ex primo cittadino.

Nel farlo il gruppo consigliare ha chiamato in causa l’assessore alla Cultura Simonetta Fiaccadori, accusata insieme al collega dell’Urbanistica, di aver portato avanti “proprie autonome linee di intervento senza rendere conto a nessuno, né alla squadra, né ai cittadini”.

La risposta non si è fatta attendere, chiarendo punto per punto le accuse del PD, dal fallimento della gestione di piazza Italia, sulla quale “tutti in Giunta erano concordi di liberarla dalle auto”, allo “sconcertante” ringraziamento all’ex vicesindaco Manuel Bonzi.

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